lentamente muore chi non rischia la certezza per l'incertezza di inseguire un sogno

venerdì 27 settembre 2013

Un po' di cose belle dell'America

Quando vi dicono che domani e' un altro giorno, non dovete pensare che sia solo una frase fatta o che non ci sia un giorno migliore.
Io ieri ed i giorni scorsi mi sentivo abbastanza uno schifo e mi sembrava di avere il mondo contro, ma oggi sono di ottimo umore e non credo di avere un motivo particolare, ma ci si sente molto meglio ad essere positivi. E poi la giornata inizia sempre bene se ti svegli presto per scriverti con qualche compagna di classe italiana, per non parlare di quando ti mandano pure una foto o ti riempiono di domande :)
Oggi era l'ultimo giorno della homecoming week!! Ma cos'e' la homecoming week? E' una settimana, una delle prime dell'anno scolastico, durante la quale  i corridoi della scuola sono pieni di decorazioni ed ogni giorno ci si puo' vestire in modo diverso. Lunedi' era il fake injury day per esempio, e martedi' i seniors si dovevano vestire da vecchi (mi vergogno anche solo delle foto haha) ed i freshman andavano in giro addirittura con pigiamone e orsacchiotto, anche se i meglio erano quelli con il pannolone!! E stasera si va a vedere la partita di football e domani homecoming ball!
E stamattina le lezioni sono durate 27 minuti ciascuna cosi per le 10:15 eravamo tutti in una delle 3 palestre, la piu' grande e bella, dove la banda suonava e poi sia le cheerleaders che un gruppo di seniors hanno ballato, dopo aver vinto la gara di tiro alla fune contro alcuni prof. Questi ultimi secondo me si sono meritati tutti gli applausi che hanno ricevuto per il ballo che hanno fatto. Perche' si', qua i prof sono piu' giovani e meno seri e noiosi, e gli studenti non li prendono in giro e non li disprezzano come capita spesso da noi, anche se nonostante questo gli studenti calcolano di meno i prof. E per di piu' essendo meno seri hanno un non so che di piu' umano di molti prof italiani, anche se il rapporto che hanno con gli studenti e' diverso. In Italia dipende da scuola a scuola e da prof a prof, quindi non me la sento di dire se il rapporto con i prof sia piu' aperto qua o da noi. A proposito della scuola, per quanto comunque le cose rimangono sempre un po' troppo facili e le regole sono sempre un po' strane per me, la mia opinione e' molto migliorata!!
Ma atteniamoci al titolo: per quanto non si deve generalizzare mai troppo sia nel bene che nel male e per quanto non bisogno dimenticarsi che anche qua ci sono degli aspetti della gente in generale che possono essere o sembrare negativi, vediamo insieme un po' di cose belle dell'America e degli americani, che possono comunque essere molto diversi dagli europei in generale.

I commessi nei negozi in America sono sempre disponibili e fanno tutti bene il loro lavoro. Ovunque sono tutti simpatici e fanno di tutto per aiutarti, e spesso e volentieri sono ragazzi molto giovani quelli che lavorano. Qua non capita di beccarsi qualche occhiataccia da commesse che non hanno voglia di lavorare o mettere a posto, e sinceramente ci si sente molto piu' a proprio agio a chiedere e farsi aiutare.

Quando si esce per fare un giro in bici, una passeggiata col cane o una corsa, ogni persona che incroci ti rivolge un sorriso o fa un gesto per saluatarti. Insomma, la cortesia prima di tutto!

Gli americani sono decisamente piu' educati e civili degli italiani. Trovare robaccia per terra, cacche di cane in mezzo al marciapiedi o scritte sui muri e' praticamente impossibile. Poi la gente e' quasi sempre cordiale ed e' difficile beccarsi una rispostaccia gratuita. A scuola i ragazzi sono da un lato piu' maturi e non fanno mai casino in classe, dall'altra pero' devo essere sincera nel dire che preferisco le classi casiniste italiane perche' ci si diverte di piu' ed in fondo non e' poi cosi' male. Sara' che sono abituata a tutto altro, ma qua saranno anche educati, ma dopo un po' mi sembrano morti e noiosi. Poi in realta' per certi versi il concetto di educazione e' un po' diverso anche a scuola, perche' nessuno qua si sogna di alzarsi quando entra un prof ma nemmeno di salutarlo. Ed anzi appena suona la campanella tutti si alzano e se ne vanno ad una velocita' impressionante senza salutarsi tra di loro ne' salutando minimamente il prof, e la classe rimane vuota dopo qualcosa come 5-10 secondi dal suono della campanella.

Pochissimi americani fumano. Ed e' una cosa che ho notato pure a New York, dove una cicca per strada non la si trovava neanche a pagarla oro. Molto meglio sicuramente, visto anche che trovare un ragazzo che fuma e' come cercare un ago in un pagliaio, altro che quella simpatica nuvoletta di fumo che a scuola mia fino all'anno scorso saliva fino alla nostra finestra dal giardino ad ogni ricreazione. Questo non vuol dire certo che non ci siano problemi droga in America ma almeno per quanto riguarda la nicotina, sembra proprio che i livelli siano molto piu' bassi dei nostri.

Gli americani sanno bene come divertirsi, ed io me ne sono accorta bene quando siamo andati in campeggio ed abbiamo fatto 4 wheeling nel fango.
(ma per alcuni di voi questa e' anche un'altra storia...)

Gimme five! Qua ci si da spesso il cinque quando ci si incrocia per i corridoi o anche quando ci si mette d'accordo per qualcosa di bello o ci si complimenta. Stamattina per salutarmi il mio prof di psicologia mi ha battuto il cinque e io sono rimasta non poco stupita e per poco non ho reagito haha

Nel midwest e' tradizione mangiare pollo fritto al pranzo di matrimonio, e non c'e' cosa che potrebbe avere di piu' la mia approvazione.

La comodita' prima di tutto. Qua se vai in giro o a scuola in pigiama o vestito come per andare a correre nessuno ti guardera' mai male, non occore mai essere "fancy", l'importante e' stare comodi, e nessuno ti giudica se ti vesti sportivo e non ti interessa essere sempre all'ultima moda, che a pensarci bene e' una cosa molto stupida su cui perdersi e stressarsi, e che noi in Itlalia facciamo. Gli europei, lo dicono pure gli americani, si vestono sempre "fancy". Quello che noi in realta' chiamiamo vestirsi bene, perche' noi nella nostra cultura abbiamo sia il vestirsi bene che il vestirsi male, e per quanto mi piaccia piu' il modo di vestirsi europeo a volte mi sembra proprio che esageriamo anche fino ai limiti del disagio. D'altro canto pero' qua basta mettere una maglia con una pistola o il logo di una birra per essere visti male, ed anzi a scuola sarebbe pure vietato in un certo modo.

Le scuole sono proprio come quelle dei film. A me ad essere sincera me ne e' sempre fregato poco niente dei film ambientati nelle scuole americane, ma ad esserci dentro posso assicurarvi che e' tutto vero e che sinceramente e' molto bello avere tutti questi club, i counselors, le partite dove la banda suona e le cheerleader ballano.

Qua durante le lezioni fanno tantissimi esempi pratici ed esperimenti concreti e ti mostrano una sacco di video interessanti per farti capire meglio, si fanno attivita' in gruppo e ci sono test ogni 10 giorni massimo che vengono corretti nel giro di qualche oretta. E la tecnologia viene usata nel modo giusto sia per approfondire che per correggere le verifiche e a scuola c'e' un numero enorme di computer fissi, notebook e tablet a disposizione degli studenti. Noi in Italia abbiamo a malapena la carta igienica e qua hanno tutto e di piu' per la scuola e per alcune materie come fisica gli esperimenti pratici sono utilissimi. I libri poi sono sempre in prestito e sono nuovissimi e se non sono nuovi sono almeno in buono stato.
Nonostante tutto pero' alcune cose sono forse un po' superflue anche se non inutili e si adattano ai ritmi rilassatissimi della scuola americana. Certo e' tutto molto piu' facile e meno stressante e si imparano un sacco di cose lo stesso, ma non bisogna dimenticarsi che alla fine lo sanno pure gli americani stessi che il risultato e' una scarsa (a volte scarsissima) cultura generale e tante, tante lacune.

Beh che dire, per ora non mi viene in mente altro e visto che e' una bella giornata mi sa proprio che usciro'.
Ricordatevi di guardare il blog della Giuly ogni tanto, lo trovate sulla destra fra i blog di altri exchange all'estero :)
See you guys!

giovedì 26 settembre 2013

Never give up

'mo ce l'avevano detto che era difficile.
Ma noi siamo partiti lo stesso. Dopo 42 giorni da exchange student posso garantire che quando vi dicono "pensateci bene prima di partire, perche' e' dura" non scherzano mica. Non che non lo sapessimo, ma nessuno immagina davvero com'e' finche' non ci arriva. Prima di partire ho sentito sempre tanto parlare dello "shock culturale". Uno e' portato a pensare che non sara' tutta sta gran cosa e che in fondo non deve essere cosi' terribile. Ma bene o male ci passano tutti e sicuramente non lo hanno chiamato "shock" per puro caso.
Prima della partenza mi hanno dato questa specie di manuale da portare negli states, dentro al quale si trova anche un grafico con una curva che rappresenta l'andamento dello shock culturale. Grafico ovviamente bellamente ignorato prima della partenza. Errore! E' maledettamente vero. Per spiegarvi meglio, secondo il grafico lo shock culturale funziona cosi': primo breve momento di entusiamo, dopodiche' la curva scende e c'e' il primo cultural shock, poi c'e' un adattamento superficiale seguito da una seconda caduta ("frustration") ed infine una grande salita. Non ne sono perfettamente certa ma io credo di essere nella zona di caduta fra l'adattamento superficiale e la frustrazione.
Insomma, per farla breve, l'inizio e' sempre tosto. E parlando e chattando qua e la' con exchange italiani e non in giro per gli states alla fine son sempre venute fuori le stesse identiche cose. Siamo tutti nella stessa fase o quasi ed abbiamo quasi tutti gli stessi problemi. Ed a me questo fa sentire meglio perche' mi fa capire che i miei problemi sono normali e non sono da sola.
E' difficile perche' qua in molte scuole gli exchange sono gli idoli delle folle le prime settimane, ma in molte altre invece, come nella mia, interessano a pochi. Poi molti studenti si conoscono fin dalle elementari e qua appena suana la campanella (che nel mio caso e' un brutto allarme ma almeno non ti trapana i timpani) tutti scappano via alla velocita' della luce senza nemmeno salutarsi tra di loro o salutare il prof. Riuscire a farsi qualche amico e' difficile: un po' di gente con cui scambiare due parole ma nessuno con cui uscire al pomeriggio o nei weekend, e quasi sempre c'e' qualche piccolo (o grande) problema in famiglia. Prima stai benone con la famiglia nuova, poi ti trovi meglio a scuola che a casa.
Poi spesso ci si mette la nostalgia, ma a me per fortuna questo non capita. Ok, ho avuto i miei momenti in cui sognavo la mia citta' ad occhi aperti o pensavo a quanto sia infiniamente piu' facile la vita in Italia, ma mai a livelli tragici. Certo pero' adesso ho i miei bei dubbi esistenziali, che l'essere o non essere di Amleto e' una domanda banale al confronto (just kidding guys).
A barcamenarsi fra domande come "devo fare grandi cambiamenti e fare come mi dicono oppure cambiare le cose ma rimanere sempre sulla mia strada?" e dubbi spiacevoli come "cosa pensa la mia famiglia di me? Come mi vedono gli altri? sto sbagliando tutto?", uno c'ha ben i suoi motivi per essere confuso e sembrare un po' giu'. Fra dubbi, convinzioni che cadono, sicurezze che crollano e tanti rapporti da costruire le classiche occhiaie del panda dovute a stress e poco sonno ritornano a farti compagnia dopo 3 mesi di vacanza.
Non saprei bene descrivere come ci si sente. Dopo tutti sti preamboli penserete che uno si deve sentire proprio giu'. Beh, non proprio. Io direi che piuttosto che uno si sente un po' come un guerriero, come uno che combatte, che lotta e non si arrende, e che per questo fa tanta fatica. Alla fine siamo tutti spinti dalla certezza che ne varra' la pena e non ci abbattiamo, anche se e' una strada in salita. Ma a me non sono mai piaciute le cose facili. E poi se uno vuole avere qualcosa di grande devo faticare tanto, no? E poi tutto questo me lo sono scelto io.
Nonostante tutto non voglio mollare, non voglio assolutamente andare a casa, voglio andare fino in fondo. Perche' e' vero quello che vi dicono: questa e' una sfida, qua si mette tutto in gioco ed in discussione e bisogna cercare di essere forti.
Spero che nessuno dopo aver letto questo post pensi che io stia male, perche' quello che sto passando e' perfettamente normale e si sa che prima o poi dopo la pioggia viene il sole E meno che meno voglio che si pensi che voglio tornare a casa. Come dicevano le mamme spartane (dolci loro):
 "o con lo scudo o sopra di esso".

venerdì 6 settembre 2013

Una canzone ancora mia

Le figure di un libro
non scritto

si affacciano in folla 
ai margini del cuore
premono in frotta
per uscir nella strada 
si sperdono rapide
tra i bagliori del sole
sciolte allo sguardo 
tra il cemento e il cielo

Daria Crismani

Da quando sono qui, mi è capitato più' di una volta che qualcuno mi chiedesse se mi mancano famiglia e amici, ed io ho sempre risposto senza mentire che no, non mi sento sola, non mi manca nulla.
Ma non è per egoismo, non è per menefreghismo, non è per cattiveria.
È per amore.
Credo di essere stata piuttosto sfortunata nella mia vita per certe cose, certi lo sanno bene, ma ho avuto una fortuna incredibile a trovare persone meravigliose sulla mia strada, e penso che sia un regalo molto bello che la vita mi ha fatto, forse perché mi ha voluto anche togliere tanto.
E tutte queste persone ora non mi mancano perché me le sento vicine, ed anche se a volte penso che vorrei essere sul molo Audace a guardare il mare, o a San Giusto, o a Miramare, o seduta fra i banchi del mio Petrarca circondata da tutti i miei compagni di classe, so che in realtà è tutto con me, ed anche voi siete tutti con me, nel mio cuore.
Sapete, in questo momento ho un po' gli occhi lucidi, perché sto pensando a quanto sarà bello rivedervi dopo un anno.
Quando siamo lontani sentiamo ancora di più il valore e l'affetto per le cose a cui teniamo. Adesso so ancora di più quanto siete preziosi. Io non dimenticherò nessuno, e spero tanto che nessuno si dimentichi me.
So che sembra strano, ma vorrei ringraziarvi, e spero di non scordarmi nessuno!
Grazie alla mia mamma, che da 3 anni ormai è il miglior angelo custode che si possa desiderare.
Grazie al mio papà, al mio testone, perché di padri come lui ce ne sono pochi, e non avrebbe potuto cavarsela meglio.
Grazie a Stelio e Maria, che sono sempre stati la mia seconda famiglia.
Grazie a Giada, che mi ha vista crescere e che è la mia confidente numero uno, acuta, intelligente e con un gran senso dell'umorismo.
Grazie a Monica e Daria, che mi hanno mostrato cosa sono la forza, la dolcezza e la vita, e che un grazie se lo meriteranno sempre e comunque, per tutto.
Grazie a Barbara che mi sostiene e consiglia sempre, e che per me è come una zia, una zia complice ed affettuosa.
Grazie a Daniela che c'è sempre stata e sempre ci sarà, come io sempre ci sarò per lei.
Grazie ai miei compagni di classe, con i quali ho passato tre anni meravigliosi, e che non vedo l'ora di rivedere.
Grazie a Chiara, che ormai son quasi 15 anni che mi sopporta, e sono sicura che la nostra amicizia non si fermerà qui.
Grazie a Debora, con cui ne ho passate di tutti i colori, e dai cui ho imparato a vedere le cose da un'altra prospettiva.
Grazie a Giulia e Valeria, perché questa esperienza non sarebbe la stessa se non le avessi conosciute.
Grazie a Saverio a cui voglio sempre bene, anche se lo vedo davvero troppo di rado.
Grazie ad Elena e Priscilla, che da quando ho imparato a conoscerle sono una delle parti più belle della mia famiglia.
A voi va tutto il mio affetto, il mio amore più sincero, la mia promessa che non vi dimenticherò mai.
Vi voglio bene!

Federica

Sta crescendo
come il vento questa vita mia
sta crescendo
questa rabbia che mi porta via
sta crescendo
come me
[...]
davanti alla scuola pensavo viva la libertà 
tu dove sei
coraggio di quei giorni miei
coscienza voglia e malattia di una canzone ancora mia
ancora mia
ancora mia

(Giulio Cesare - Antonello Venditti)

giovedì 5 settembre 2013

Prime impressioni sulla scuola americana

Zalve!
Ho pensato di inziare a parlare della cultura americana parlando di un tema che, oltre a starmi a cuore, penso incuriosisca molti. Queste sono solo le miei primissime impressioni essendo solo al terzo giorno di scuola, spero di non sembrare troppo critica  =)
La prima cosa che mi vien da dire e' che non c'e' una cosa che sia una che sia uguale o anche solo simile alla scuola italiana. Ma andiamo con ordine!
La High School americana dura 4 anni, dal  grade 9 al 12, e in questi 4 anni di scuola gli studenti vengono chiamati, in base all'anno, freshman, sophomore, junior e senior. Io sono nei senior, che in realta' son tutti gente nata nel '95. Che poi e' giusto visto che se fossi nata almeno piu' di 24 ore 5 minuti prima sarei anche io in quell'anno, ma non importa, non siamo mica qui a contare gli spinetti ai porcospini, come dice il mitico Jonlooker, e poi dalla regia mi dicono che sto divangando.
Dunque! Per fare le cose nel modo piu' ordinato possibile e cercare di non saltellare senza logica da un argomento all'altro, vediamo quale sarebbe la vostra giornata tipo se foste studenti americani.
Allora, miei cari studentelli a stelle e strisce, per prima cosa iniziarete scuola prima rispetto ai vostri coetanei pizzaioli, magari solo pochi giorni prima, o forse anche un mese. Ovviamente dipendentemente dallo stato e dalla scuola in cui vi trovate variano orari, classi e facilities (che non mi ricordo come si chiamano in italiano, andiamo bene!), e le scuole possono essere in questo senso anche molto diverse tra loro, ma voi ovviamente vi trovate nel nord del Wisconsin, che fa piu' figo (I'm joking =) ).
Proprio perche' siete allegri studenti della West De Pere High School, vi alzate presto la mattina, saltate nella vostra bella macchinina e guidate fino alla scuola, dove parcheggerete il vostro mezzo nell'ampio parcheggio riservato agli studenti. Altro che i bei tempi in cui si andava a scuola cavalcando il proprio nobile pterodattilo (cit. la mia splendida amica Jay)!
Dopo essere scesi dalla macchina vi dirigerete verso l'entrata di un edificio cosi' grande e moderno che se non foste nativi del luogo e non ci fosse il nome della scuola a caratteri cubitali sulla facciata, lo scambiereste per una sede di uffici di qualche azienda. Il tutto entro le 7:40, orario di inizio lezione. Ed a proposito dell'edificio, molte scuole hanno un sacco di laboratori e tutte il campo di football privato con il simbolo della scuola. La mia pur essendo una scuola abbastanza piccola (si fa per dire) e con 800 studenti, ha il campo di fooball, caldio, i campi di tennis, la falegnameria, una palestra  grande 2 volte quella della mia scuola italiana, la mensa, la caffetteria, la sala fitness (con tutte le macchine, giuro!) e le aule di arte e musica. Insomma, altro che noi poracci italiani che abbiamo a malapena la palestra ed il bar.
Ma prima di entrare in classe vi dirigerete verso il vostro armadietto, dove ritirerete i libri e quaderni per la prima ora e lascerete lo zaino, perche' è vietato portarlo in classe e perche' qui avrete al massimo 4 o 5 libri che potete comodamente lasciare a scuola, e che per di piu' sono dati in prestito dalla stessa , gratis, nuovi e puliti perche' e' vietato scriverci dentro.
Se mi e' concesso di fare una parentesi sulla questione degli armadietti, so che di solito sono una delle cose piu' affascinanti della scuola americana e si vedono in ogni santo film/telefilm, ma non e' una leggenda che all.inizio si fa fatica ad aprirli. In tutta sincerita' il mio si e' rivelato essere un gran bastardo, davanti al quale ho perso ore e stavo per buttare giu' tutti gli dei dell'Olimpo, ma alla fine lo ho fregato dicendo che non andava e cosi' mi hanno cambiato il lucchetto. E' uno di quegli strani meccanismi in cui bisogna girare la rotella con i numeri, ma bastasse solo quello! Bisogna girare a destra, poi a sinistra passando sopra il primo numero, poi di nuovo a destra e tirare forte. Grazie al cavolo, direte voi, che ci vuole?  Ci vuole capirlo che funziona cosi'! Io ho capito ora il trucco che non bisogna fermarsi mai, ma nessuno me lo aveva detto. Comunque per fortuna son tutti gentili e professori e vicine di armadietto son sempre corsi in mio aiuto quando vedevano che stavo per tirargli un calcio.
Ma torniamo a noi! In base alla vostra schedule, ovvero elenco delle materie scelte, vi sposterete di aula in aula al cambio diell'ora, con una pausa di 10 minuti tra una lezione l'altra che, ahime', qua durano 70 minuti, e mi hanno detto che non e' comune. Qua ogni professore ha la propria aula personale. E quando dico personale intendo che in molte aule il professore ha un suo "ufficio" o "angolino" o come lo volete chiamare, insomma uno spazio dove puo' tenersi le sue cose, la sua libreria se vuole, un computer fisso, ovviamente fornito dalla scuola, e puo' decorare l'aula come vuole (il mio prof di fisica la ha tappezzata di immagini di Einstein, si vede che e' un suo grande fan). Ah e qua i prof sono meta' donne e meta' uomini circa, non come da noi che il gentil sesso domina ("gentil" si fa per dire).
Riguardo alle materie, ve le scegliete voi. Alcune scuole, come la mia, ne hanno un'ampia scelta, altre invece non danno la possibilita' di scegliere, e da quel che ho capito gli studenti americani sono obbligati a prendere alcune materie ed a fare un tot di crediti. Io ho avuto totale liberta' sulle materie, anche se ho dovuto fare un tot di crediti. E qua e' successo il patatrak, perche' il bradipo che c'e' in me ha preso il sopravvento ed il risultato e' stato quello che si potrebbe descrivere con un bel "anno sabbatico arrivoooooo!!".
Le materie che ho preso sono social contemporary problems, che letteralmente si traduce come un "discussione sui problemi di attualita' ", praticamente invece come un "non fare un bel niente", pero' la prof sembra un tipa sveglia ed e' molto disponibile e simpatica. Poi viene fisica, forse l'unica che richiede davvero impegno, specie visto che in Italia ho il 6, ed il programma americano va fino ala teoria della relativita'. Poi ho preso cucina, e per questa scelta voglio 'na 'applaus!! Giuro che non vedo l'ora di dirlo al mio prof di filosofia per vedere la sua faccia. Dopo viene psicologia, interessante, e credo dara' meno grane di fisica. E per concludere si informa la gentile clientela che matematica e' stata sostituita con study hall, ovvero ora buca per studiare in cui si puo' andare nella library, dove di libri ce ne sono pochi ma in compenso ci sono tanti computer e iPad a disposizione degli studenti. Insomma, la matematica e' uscita dalla mia vita, anche se solo per un anno!! Immaginate la soddisfazione...anche perche' avevano un programma cosi' ampio che faccio meno fatica a recuperare in Italia (chiedo umilmente perdono alla mia prof di matematica, ma credo basti e avanzi la fisica hahaha). Ah, e ricordatevi che qui le materie si ripetono uguali tutti i santi giorni alla stessa ora, e sono solo 5.
Per scegliere le materie vi affiderete al counselor, una specie di psicologo/guida per gli studenti, che vi aiuta a scegliere le materie (che variano nei trimestri/semestri, anche se alcune le tenete per piu' di uno), e che segue anche gli studenti stranieri. La mia counselor e' una donna molto simpatica e disponibile che ha pure organizzato un pranzo per i 3 exchange di quest.anno.
Tornando a noi, a voi anzi, dipendentemente dal turno che avete andrete a mangiare il vostro lunch, che puo' essere comprato li' o portato da casa come il mio. E mi tocca pure mangiarlo alle 10:25, quindi altro che pranzo, e' una colazione!
E la vostra giornata proseguira' cosi' fino alle 14:45, quando prenderete le vostre cose, direte ciao ciao all'armadietto antipatico e see you tomorrow ai vostri amici (voi, io son qua da 3 giorni ed anche se non sono sola e un po' di gente la ho trovata di amici ancora non ne ho ovviamente), poi uscirete e salirete di nuovo sul vostro fido pterodattilo, ops, scusate, sulla vostra bella macchinina e ve ne tornerete a casa, con pochi compiti da fare.E se non avete ancora 16 anni e non avete la driving licence, ci sara' uno dei famosi bus gialli che vi verra' a prendere. Io probabilmente non ci saliro' mai, ma non e' poi cosi' male visto che a vederli mi inquietano non poco. Cioe' non capisco come facciano a non essere completamente sbilanciati, visto che hanno le ruote posteriori troppo in avanti con il risultato che l'autobus ha il sederone che sembra per aria. Ma ripetiamocelo, non siamo mica qua a contare gli spinetti ai porcospini!
Per concludere aggiungo che la mia scuola ha un mega shop di gadgets e vestiti anche di marche tipo Nike e Adidas tutte con qualche logo o scritta riguardante la scuola e la squadra di football. Insomma potreste sopravvivere tutta la vita vestendo solo West De Pere High hahaha in compenso il logo ha un'orribile fantasmino, disegnato cosi' male che credo avrei potuto fare di meglio pure io che son negata per il disegno.
Direi che e' abbastanza, ho fatto un post kilometrico accidenti, chissa' quanti sono riusciti ad arrivarci in fondo! Complimenti a quei valorosi che ci sono riusciti!!
Nel prossimo post la seconda parte!

Bye!

Signore e signori, ripiglio!

Buondi'!
Come state? Io sto meglio, la scuola inzia a piacermi, ho tirato fuori le unghie e non mi faccio piu' rovinare l'esistenza dalla host sister, e le cose forse stanno iniziando a partire. Insomma, con domani son qua da solo 3 settimane, anche se mi sembran 3 mesi!
Come dice il titolo, mi voglio dare una svegliata, anche perche' mi son resa conto di aver scritto un post deprimente l'ultima volta, ma il mio umore e' decisamente migliorato! E credo che il fatto che vado in giro per casa cantando (parolone, io mica so cantare) ne sia una prova hahaha
Dunque, ehm ehm, ho deciso di tenere piu' aggiornato questo blog, sia perche' voglio riuscire a fare qualcosa di bello ed interessante, sia perche' mi mi piace scrivere e mi fa senitre meglio, sia perche' vorrei poter condividere le mie esperienze con chi legge, magari risulteranno addirittura interessanti o utile per qualcuno che vorrebbe partire. Non voglio fare la sbruffona, lo so che siete in 4 gatti a leggermi haha
Mi scuso in anticipo per eventuali sviste grammaticali e vi informo che non vedrete mai accenti a causa della tastiera americana che non ne ha. Forse sembrero' un po' critica ed insoddisfatta nei prossimi post, ma la prima reazione davanti ad un cosi' grande cambio culturale, per me almeno, e' quella di rimanere per un po' in sospeso, analizzare, poi apprezzare, Son qua solo da 20 giorni e per di piu' chi mi conosce lo sa che son criticona e "ranzida"!
Detto questo, parto subito con la stesura del prossimo post! Enjoy!

See you guys!

p.s.: per chi volesse farsi due risate, domenica mi sono tombolata dallo skate ed ora ho le ginocchia di un adorabile colore blu-viola pastello molto tendente al nero! Sono volata in avanti frenando e sono andata ad abbracciare l'asfalto, ma non preoccupatevi, a parte le botte, solo un paio di graffietti su un gomito ed una mano, ma sto bene!




lunedì 2 settembre 2013

Sitting on a stool in the kitchen the night before the first day ofschool, writing on a keyboard what's in my heart and in my mind...

Buonasera a tutti, o per chi si trova in Italia, buongiorno.
Eh gia', titolo un po' lungo, colmo di malinconia, leggera come la nebbia, che sembra non diradarsi mai ma che quando se ne va, lo fa nel giro di 5 minuti.
Domani mattina mi dovrei svegliare presto per il primo giorno di scuola, ma anche cosi' sembra proprio che non andro' a letto presto. Sono in America da 2 settimane e mezzo ormai, e fra confusione mentale e umore da "apatia portami via",  non so bene dire come mi sento. Felice? Triste? Emozionata? Annoiata? ... niente?
E chi lo sa! Non provo nostalgia, ma solo tanto amore per tutto cio' che ho lasciato in Italia, e che ora apprezzo ancora di piu'.
Per tutti i miei lettori, che so che siete pochi, e siete quelli che conosco di persona o quelli dei gruppi di exchange su facebook a cui lascio il link del blog, volevo chiedervi cosa avreste voglia che vi racconti. Dal classico "come sono gli americani?" a qualunque cosa vi venga in mente. Tenere un blog non e' nulla di complicato, ma non so proprio cosa potrei raccontare.
A tutti quelli che vogliono sapere come sto posso dire di non preoccuparsi, sto bene, l'ambientazione in casa non e' molto difficile. Ho una host mom splendida, che apprezzo molto, e che anche se talvolta e' stanca dal lavoro e' sempre attiva e sorridente, gentile e disponibile, ed estremamente ragionevole. Anche se e' la prima volta che ospita, fidatevi che e' nata per fare la host mom. La sorella invece e' l'unica ragione per cui a volte sto male. Credo non sia il caso di parlarne qui, ma che nessuno si preoccupi, non e' nulla di troppo brutto o di irrimediabile, e la host mom mi sta aiutando.
Ed ho anche scoperto quanto un giro in bici o scrivere possano aiutare a sentirsi meglio. Ed ho ripreso dopo tanto tempo a leggere, ovviamente in inglese ora che sono qui, e devo ammettere che mi ero scordata di quanto amo i libri. Forse tutto questo non servira' solo a scoprire cose nuove ma anche a rispolverare ed apprezzare meglio cose che sembravano dimenticate, sepolte sotto chissa' quante inutili paure e pensieri.
Domani quindi inzia scuola, e spero che come mi hanno detto tutti gli altri exchange students le cose migliorino. Devo farmi la mia vita qui ed imparare e farmi scivolare addosso le cattiverie...
Vorrei consigliarvi una canzone, una canzone un po' vecchia forse, ma ogni volta che la ascolto sento uno strano calore nel cuore: si chiama "Giulio Cesare", di Antonello Venditti.
Vi lascio queste foto che ho fatto durante uno dei miei giri, perche' non sembra un tramonto, ma un bellissimo dipinto.