lentamente muore chi non rischia la certezza per l'incertezza di inseguire un sogno

martedì 31 dicembre 2013

Ultimo post del 2013!!

Zalve a tutti!!
Sembra incredibile ma il 2013 è già finito. In questo momento in Italia la gente sta già alzando i bicchieri (e il gomito) per festeggiare l'arrivo del 2014, che qua da noi che stiamo in America invece non è ancora arrivato. E voi, risparmio le parolacce, schifosi che potete bere e non avete nessuna regola che vi costringe a non bere anche se avete l'età per farlo e potete andare a ballare o fare casino, godetevele ste cose che io sono qua e non posso fare nulla. Ah, e tra parentesi tra due giorni sono maggiorenne. Tenetevi quindi pronti che il meglio sta per arrivare muahahaha!
Sono tornata ieri sera da 8 giorni nello stato di New York a casa dei nonni con tutta la famiglia. È stato davvero bello perché il posto era carinissimo e la nonna e la famiglia splendidi. Cenavamo quasi ogni sera tutti insieme ed una sera ho cucinato una carbonara per 23 persone. Fra guerre di palle di neve, competizioni di case di gingerbread e tante altre cose è stato carino. Ho preso 26 regali, tutti apprezzatissimi, ma quello più bello è quello che mi è arrivato dall'Italia da Barbara, non solo il più bello ma anche il più utile sicuramente.
Stamattina invece ero a pattinare sul ghiaccio con gli exchange della zona con i quali ho avuto la fortuna di fare amicizia. Naturalmente non so pattinare ma almeno non ho battuto il fondoschiena sul ghiaccio e stasera ci torno con la mia famiglia ospitante. Anche se ti dicono che è uguale a pattinare sui roller secondo me è più difficile, ma mi hanno aiutata e qualche miglioramento lo ho sicuramente fatto. 
Stare con gli exchange mi fa stare bene perché con loro è più facile, mi diverto davvero e capisco davvero quanto sia bello sapere una lingua perché ti permette di comunicare con persone che vengono da tanti paesi diversi e ti fa tornare la voglia di viaggiare e conoscere gente nuova. Non so perché ma questa è sempre la cosa che mi piace di più: non tanto stare in mezzo a persone di un'altro paese, ma stare in mezzo a persone di tanti paesi diversi. Cioè anche stare insieme in mezzo a i "nativi" di un'altro mi piace molto, ma non quanto stare in un arcobaleno di bandiere ed in una babele di lingue. Questa è senza dubbio una delle cose più belle, emozionanti e divertenti che ci siano, e chissà se riusciurò a tirarne fuori qualcosa da questa passione. Spero proprio di sì!
Passiamo al 2014. Propositi per l'anno nuovo? Mah, mantenere quelli che avevo fatto per il 2013, 2012, 2011, 2010... Ogni anno faccio una piccola lista di propositi a dicembre ma viene inevitabilmente stracciata prima dell'arrivo dell'anno nuovo. In fondo sta cosa dei buoni proposito è una menata, se si vuole davvero cambiare qualcosa e migliorare lo si deve cercare di fare da subito (così parlo Sua Nobilissima Pigrizia Suprema che rimanda sempre quasi tutto per mancanza di voglia hahaha!).
Però un augurio lo voglio fare. Una cosa semplice semplice, senza troppe pretese.
Spero che questo nuovo anno sia per voi tutti un anno pieno di nuove esperienze, avventure, sorprese e sogni che si realizzano. Divertitevi, fate casino, viaggiate, amate e vivete liberi. Cambiate ciò che non vi piace, vivete al massimo e sorridete e ridete quanto più potete, abbiate il coraggio di fare ciò che volete fare, credete in voi stessi. Non è così difficile quanto sembra!
BUON 2014 A TUTTI!!!
Bevete, fate casino e spaccate i culi anche per me!!!

Con affetto, la vostra exchange italiana triestina europea capretta a stelle e strisce oltreoceano

Federica

martedì 10 dicembre 2013

Aggiornamento&stereotipi sugli americani

Salve!
Come state popolo di internet? Io bene, ho da poco finito di impacchettare tutti i regali di Natale da spedire in Italia e sono cosi' tanti che ne ero sommersa. Ho fatto del mio meglio per impacchettare tutto, spero che il risultato non sembri cosi' terribile.
A scuola ho iniziato il secondo quadrimestre e sono contenta di aver cambiato qualche materia specie perche' cosi' ora posso dilettarmi con la ceramica (e la ruota e' davvero lo strumento del diavolo all'inizio), il prof di arte e' molto simpatico e ogni mattina prepara il caffe' per gli studenti che possono prendersene quanto vogliono, ed io ho pure la fortuna di essere alla prima ora. Non come in Italia dove i professori se ti vedono anche solo con uno di quei microscopici bicchierini di plastica della macchinetta del caffe', magari pure mezzo vuoto, si credono divertenti a sfoggiare la classica battuta "vuoi anche una brioche? Guarda che non siamo mica al bar!" (si ma a me si chiudono gli occhi perche' ho passato la notte in bianco a studiare la tua e altre materie, percio' vedi di star zitto/a e lasciarmi bere 'sto caffe' che se no collasso!!).
Sono molto soddisfatta dei progressi che ho fatto a bowling e mi diverto tantissimo con i miei compagni di squadra, ancora di piu' ora che sono al loro livello e alle partite facciamo fuoco e fiamme!
Con la famiglia va tutto bene, ora li conosco di piu', conosco un po' i loro problemi ed essendo esterna alla famiglia vedo anche quelli che sono i loro punti deboli, perche' ovviamente non sono perfetti e sono lontani culturalmente da me.
E proprio dal fatto che ogni giorno che passa vedo sempre piu' chiaramente le mille differenze che ci sono fra americani ed europei ed anche fra americani ed italiani mi e' venuto in mente di creare questo post.
Facciamo prima una bella premessa pero': gli americani sono, come qualunque altro popolo, diversi da noi italiani. Diversi. Sottolineamolo con l'evidenziatore rosa shocking che tanto piace a noi studenti. Questo vuol dire che non sono ne' migliori ne' peggiori e che tutti quelli che hanno vissuto negli States, e non parlo solo di exchange students, possono avere le proprie opinioni che possono essere divergenti, e gli stereotipi possono essere considerati veri o falsi.
Seconda cosa: gli States hanno un territorio enorme e gli americani vivono o nelle metropoli e nelle grandi citta' o nel countryside, e la differenza di stile di vita e' decisamente piu' grande della differenza che puo' esserci fra chi in Italia abita in grandi citta' e chi in paesi. Inoltre ci sono differenze anche fra i vari stati, percio' la morale e' questa: non facciamo di tutta l'erba un fascio, io ora voglio solo mostrare cosa io vedo con i miei occhi e cosa ho imparato dalla mia esperienza, che puo' essere molto diversa da quella di qualunque altro italiano o europeo che ora si trova qui.

Gli americani son tutti obesi
Non e' da ignorare che l'America e' il paese che al mondo ha la maggior percentuale di persone obese. In effetti qui l'obesita' e' un problema piu' di quanto non lo sia in altre parti del mondo, ma dire che gli americani son tutti obesi e' un'esagerazione, perche' molti di loro ci tengono a mangiare "bene" e amano fare sport, tanto che a se alle superiori si fa parte di una squadra ci si allena ogni giorno. Certo pero'  questo e' l'unico posto dove vedrete spesso gente cosi' grassa da non riuscire a camminare. Parte secondo me e' anche dovuta al fatto che ci sono una marea di fast food diversi ovunque, e il McDonald's e il Burger King, dove noi andiamo quando abbiamo voglia di farci del male, qua non sono i peggiori.

Il cibo in America non e' buono
Il cibo Americano non e' buono come la cucina italiana o francese o cinese, su questo purtroppo non ci piove. Se doveste scegliere in quale paese andare in base alla sua cucina di certo non scegliereste gli Stati Uniti, e fate bene. Cio' non toglie che in grandi e piccole citta' ci siano ristoranti dove cucinano piatti molto buoni, ma se parliamo di quello che mangia una famiglia media americana a casa lo sterotipo non si riesce ad abbattere piu' di tanto. Sono appassionati di surgelati e frutta e verdure in busta (e' stato agghiacciante vedere la mela tagliata a fette ed imbustata o il grappolo d'uva sotto plastica) e per uno straniero le cose hanno poco gusto e non particolarmente entusiasmante. Poi chissa', magari un americano in vacanza potrebbe trovare pessimo il cibo europeo.

Gli americani sono individualisti
Gli americani sono piu' che individualisti. Sono forse il popolo piu' individualista del mondo e lo ammetto loro stessi. Non voglio addentrarmi piu' di tanto nell'argomento perche' richiederebbe troppo tempo, percio' aggiungo solo che per noi italiani (ma anche per molti europei in generale) e' difficile fare amicizia con gli americani. E molto anche.

Gli americani sono ignoranti
Luogo cumune, anzi comunissimo, sugli americani e' che sono ignoranti. Sarebbe sbagliato definire un intero popolo ignorante, diciamo piuttosto che molti hanno una bassa cultura generale, ma magari un'alta specializzazione. Parte sara' il sistema scolastico, parte sara' la cultura, chissa'! Fatto sta che in media leggono molto meno di noi (non ho mai messo piede in una casa in cui ci fossero libri in bella vista) e riescono a fuoriuscirsene con certe perle di saggezza che non sai se ridere o piangere, ed hanno problemi specialmente con la storia, la geografia e quello che sta al di fuori degli States (gioite, sto progettando di raccogliere un po' di assurdita' e farci un post al riguardo)
Attenzione pero', ignorante non significa stupido!

Gli americani sono egocentrici
Gli americani non sono tutti fissati con il loro paese ne' tutti pensano di essere i migliori del mondo, e tantomeno sono tutti chiusi e bigotti. Come in ogni popolo ci sono persone chiuse che credono di essere i migliori o caput mundi e ci sono quelli che invece sono aperti e riconoscono cose belle e debolezze del proprio paese. Gli stereotipi pero' non nascono dal nulla... Gli americani sono un popolo orgolioso, e lo dimostrano per esempio suonando l'inno a scuola due volte a settimana (qua da me, ma ci sono scuole in cui lo suonano ogni giorno o mai) o prima di ogni partita, e questa puo' essere sicuramente una cosa bella. D'altra parte pero' si spingono un po' oltre quello che potrebbe essere considerate il limite dell'egocentrismo e molti pensano davvero che gli Stati Uniti siano il paese migliore del mondo e riescono ad essere presuntuosi anche con gli stranieri. Questo spiega anche perche' tanti vogliono arruolarsi nell'esercito ed essere militare e' una cosa molto piu' comune qua che da noi. Non mio addentro ovviamente in riflessioni politiche, pero' la mia opinione e' che questa cosa dopo un po' sia un po' malata. Questo avere bandiere ovunque, quest'ignoranza su tutto cio' che sta fuori... c'e' qualcosa che non va. Certo da una parte per loro non e' facile come per noi andare in un'altro paese, se ci pensate un volo intercontinentale costicchia. Dall'altra pero' non e' una buona ragione per ignorare tutto quello che sta fuori e poi in realta' la possibilita' di viaggiare senza attraversare l'oceano ce l'hanno, e si chiama Canada e Sudamerica.

Visto che il post sta diventando un papiro penso che andro' a nanna, spero che quello che ho scritto vi abbia fatto vedere da un altro punto di vista i principali stereotipi sugli americani :)

Buonanotte!

venerdì 22 novembre 2013

I miei primi 100 giorni negli States e la prima nevicata

Hey guys!
Come state? Io bene, solo un po' addormentata perché ieri sera sono andata a letto un po' più tardi del solito. Motivo? Ho ricominciato a frequentare un po' il forum dell'anno all'estero ed ho riletto i miei vecchi post sul blog, rendendomi conto che, al contrario di quanto pensassi, le mie aspettative non sono state per niente tradite. Un po' è stato il periodaccio avuto con la famiglia sbagliata, un po' forse tutte le cose nuove che ho trovato qua e delle quali all'inizio non ero del tutto convinta, ma mi sa che avevo un po' perso di vista il mio sogno. Forse mi sono dimenticata un po' cosa mi ha spinta a partire e quanto di speciale ha per me questa esperienza, ma ieri mi sono finalmente ricordata che bisogna guardare oltre tutto quello che facciamo quotidianamente, nel senso di capire che un significato c'è, e vedere che ogni giorno vale davvero la pena di essere vissuto, qui come in Italia.
Inoltre ho anche letto gli ultimi post della Giuly e mi sono accorta che qua c'è da festeggiare i miei primi 100 giorni in America!! In realtà si festeggiavano ieri, ma ieri sera davanti al pc dopo aver studiato fisica ero troppo rincitrullita ed ho pensato fosse oggi perchè ho contato agosto con 30 giorni invece che 31 (non sono completamente andata, sia chiaro eh). Quindi... Evviva i miei primi 100 giorni in America, e speriamo che i prossimi 100 siano 100 volte migliori, se possibile!
Come la Giuly, anche io sono convinta di non essere più la stessa persona che ero solo 100 giorni fa e di aver imparato tante cose... E chissà come sarò fra 100 giorni e poi alla fine dell'exchange... Chi vivrà vedrà!
E quale modo migliore per festeggiare se non alzandosi e scoprire che c'è stata la prima nevicata della stagione? Ora la neve si è già quasi tutta sciolta, ma sono sicura che fra non troppo nevicherà di nuovo.
By the way, ora che ci penso sono molto soddisfatta del fatto che sto provando tante cose nuove qua negli States, un po' perchė ci sono tante più possibilità un po' perché anche io ho più voglia di scoprire e provare. Sono nel team di bowling della scuola, ho tinto i capelli di rosso (anche se con mio grande disappunto ora non sono più tanto rossi), ho preso classi di scultura e ceramica e officina i prossimi trimestri, ho iniziato a bruciare incenso camera e oggi la exchange pakistana di scuola mia mi ha fatto un tatuaggio all'hennė sulla mano (si sa che sono appassionata di tatuaggi).
Ah, la mia nuova famiglia è semplicemente meravigliosa!! Mi sento a casa e mi sento amata. Sono persone sensibili, affettuose e rispettano i loro valori cosi' come quelli degli altri,, sono aperti ed i genitori hanno messo anima e corpo nell'eduazione dei figli, che difatti sono ottime persone. In questa casa c'e' liberta' di parola e di avere le proprie opinioni ed e' vietato essere aggressivi e maleducati. Li adoro tutti ed anche se di solito non vado matta per i bambini adoro la piccola!! Mi riepiono di abbracci, baci e attenzioni, ed io per tutti loro provo tanto rispetto. Condividere la camera si e' rivelato semplicissimo ed anzi la abbiamo gia' arredata insieme con le luci e le decorazioni di Natale, anche se mi sa che aggiungeremo ancora qualcosa.
Per finire vorrei dire una cosa a voi tutti che siete in Italia, una cosa che volevo dire da tempo ma di cui mi sono ricordata perche' anche la Giuly la ha detta.
Lo so che l'Italia e' in una brutta situazione, che non c'e' la lavoro, che abbiamo troppi politici di merda, che cercano di rincretinirci distruggendo la scuola e tentando di farci imbambolare davanti alla tv a guardare tette culi e cazzate varie, che all'estero spesso ci dipingono come chiassosi e maleducati, ma una cosa la dovete sapere:
L'Italia e' bellissima.
Voi forse non lo sapete, perche' forse bisogna vederla da fuori per rendersene conto. Abbiamo tutto: paesaggi e citta' bellissime, piene di arte, storia e cultura dietro ogni angolo, siamo europei, e siamo un popolo affettuoso e pieno di calore e...semplicemente pieno. Gente di merda dite voi? Beh, allora cercate di guardarvi meglio intorno, perche' "al contrario di quanto vogliono farci credere, di persone belle e' pieno il mondo" come dice Jonlooker. E se pensate che gli altri stati siano migliori, se pensate che gli States siano il paese migliore del mondo e che sia un paradiso, non siete per niente realistici perche' tutti hanno i loro problemi e l'America non e' cio' che credete, non e' cio' che vi mostrano alla tv, hanno tanti problemi che noi non abbiamo e la gente non e' migliore. E' diversa. Per alcune cose siamo meglio noi, per altre meglio loro. Ma non sono migliori di noi in assoluto e noi non siamo merde, ricordatevelo bene. Viaggiare e muoversi e'una delle cose piu' belle da fare in questa vita e apre tante porte e regala tante possibilita', ma non fuggite. Io sono orgogliosa di essere italiana, sono orgogliosa della mia cultura! Non si puo' vivere vedendo solo i difetti e dimenticandosi delle tante cose belle e buone che abbiamo, sia come persone che come popolo, e sicuramente non sara' odiando il vostro paese che lo renderete migliore.
Amate la vostra cultura e siate aperti e rispettosi verso tutte le altre, perche' tutte hanno qualcosa di magico e splendido, e' questo che rende il mondo "bello perche' vario". Non dimenticatevene mai!!

giovedì 7 novembre 2013

I'm back!!

Zalve popolo di internet!
Solo ora ho realizzato che l'ultimo post risale a fine settembre e che quindi non ho scritto niente per tutto ottobre. So che per qualcuno e' un po' come se avessi fatto puff in una nuvoletta rosa, ma adesso vi spieghero' perche'. Prima pero' mi devo scusare pubblicamente con la mia amica Romina per non aver aggiornato il blog per tanto tempo (si e' tanto arrabbiata...). Contenta adesso, crosta?
Dunque! La mia (im)perdonabile assenza purtroppo e' stata dovuta al fatto che ho avuto un mese abbastanza schifosetto che pero' si e' concluso con un lieto fine, cioe' un cambio di famiglia. Per chi non lo sapesse, questa e' una cosa in realta' piuttosto comune fra gli exchange, quindi non c'e' di sicuro da allarmarsi, anzi e' un'ottima cosa, perche' sicuramente le cose ora cambieranno e sicuramente miglioreranno.
Non voglio addentrarmi troppo nella faccenda (non perche' la cosa mi ferisca o abbia paura di esprimere le mie opinioni, ma perche' mi sembra scorretto parlare alle spalle della gente su internet), ma se fossi politicamente corretta direi che la colpa e' di tutti e di nessuno, che non era la famiglia per me e che e' stato semplicemente un abbinamento sbagliato. In realta' non credo sia andata proprio cosi' e non credo proprio che la colpa fosse per meta' mia e meta' loro, ma va beh. E credo che nella maggior parte dei casi la colpa sia di chi ospita e non di chi viene ospitato, perche' noi arriviamo con le migliori intenzioni e ce la mettiamo tutta, e mentre noi siamo pronti per partire spesso certe famiglie non sono pronte per ospitare e non sono molto aperte. Da qui la famosa domanda "e allora perche' cavolo ospitano?". Prendersi uno studente in casa non e' mica come adottare un cane, al quale dai un tetto, pasti caldi e lo sgridi se fa qualcosa che non ti piace perche' si deve comportare come vuoi tu.
Se quella del cambio di famiglia e' la buona notizia, adesso arriva la notizia super buona. Fra meno di 24 ore saro' nella nuova famiglia!! Devo ammettere che ho avuto tanta fortuna perche' rischiavo seriamente di cambiare scuola, citta' e anche stato, ma c'e' una ragazza a scuola, con cui ho legato e di cui sono diventata amica, che appena l'ha saputo mi ha risposto chiedendomi "ok, cosa dobbiamo fare per averti?" e nel giro di mezza giornata avevo gia' la famiglia nuova. Ma vi rendete conto? Questo e' un gesto bellissimo a pensarci bene!! Ma la mia fortuna non finisce qui: tutti quelli a cui l'ho detto a scuola, alunni ed insegnanti, mi hanno detto pieni di entusiasmo che quella e' una famiglia bellissima e che mi trovero' sicuramente benissimo. E se da una parte penso "ma perche' sono stata cosi' scema da soffrire e non cambiare prima?" dall'altra mi rendo conto che se avessi cambiato prima forse io e la mia amica non saremmo state abbastanza "close" perche' lei mi ospitasse. Forse e' solo il modo in cui le cose devono andare, e sul destino a volte e' meglio non metter becco. E penso che la cosa sia ancora piu' positiva poiche' la mia nuova famiglia e' nuova in tutti i sensi, cioe' e' una famiglia grande grande e con due genitori. Volete sapere quanti sono? Otto!! Io che sono figlia unica ed abituata ormai a vivere con un genitore solo pero' non posso fare a meno di pensare "che bello!". Dunque: padre di 50 anni, madre di 43, quattro sorelle, eta' 19, 17, 13 e 9 (la piu' grande pero' e' gia' fuori casa e c'e' due weekend al mese), due fratelli, eta' 15 e 11, e cagnolino. Splendido no? La casa e' ovviamente grande ed e' la classica casa americana che da sulla strada, con piccolo vialetto e praticello davanti. Condividero' la camera con la mia amica (17 anni come me) ed ho quasi finito di impacchettare tutta la mia roba,  che ovviamente non stava tutta nelle valigie perche' ho comprato tanti vestiti nuovi. Qualcuno al posto mio si domanderebbe come fare a giugno, ma al momento questo e' completamente out of my mind.
Quindi domani nuovo inizio, nuovo giorno, nuova vita. Mi sembra quasi che il mio exchange year inizi davvero solo domani, cosi' come dovrebbe essere: un anno difficile ma splendido. La parte difficile la ho gia' vista, ora tocca a quella splendida. Famiglia migliore, umore migliore, vita migliore, sogno che si realizza appieno.
Quindi....let's go!!

p.s.: domani e' l'international hug an exchange student day!! Ovviamente si accettano anche a distanza e virtualmente :) Inoltre prometto che cerchero' di aggiornare il blog piu' spesso e con piu' regolarita', parola di giovane marmotta!
And by the way, ho scoperto che mi daranno il diploma!! Sono stra felice soprattutto perche' e' una cosa che capita molto raramente per noi exchange!!

venerdì 27 settembre 2013

Un po' di cose belle dell'America

Quando vi dicono che domani e' un altro giorno, non dovete pensare che sia solo una frase fatta o che non ci sia un giorno migliore.
Io ieri ed i giorni scorsi mi sentivo abbastanza uno schifo e mi sembrava di avere il mondo contro, ma oggi sono di ottimo umore e non credo di avere un motivo particolare, ma ci si sente molto meglio ad essere positivi. E poi la giornata inizia sempre bene se ti svegli presto per scriverti con qualche compagna di classe italiana, per non parlare di quando ti mandano pure una foto o ti riempiono di domande :)
Oggi era l'ultimo giorno della homecoming week!! Ma cos'e' la homecoming week? E' una settimana, una delle prime dell'anno scolastico, durante la quale  i corridoi della scuola sono pieni di decorazioni ed ogni giorno ci si puo' vestire in modo diverso. Lunedi' era il fake injury day per esempio, e martedi' i seniors si dovevano vestire da vecchi (mi vergogno anche solo delle foto haha) ed i freshman andavano in giro addirittura con pigiamone e orsacchiotto, anche se i meglio erano quelli con il pannolone!! E stasera si va a vedere la partita di football e domani homecoming ball!
E stamattina le lezioni sono durate 27 minuti ciascuna cosi per le 10:15 eravamo tutti in una delle 3 palestre, la piu' grande e bella, dove la banda suonava e poi sia le cheerleaders che un gruppo di seniors hanno ballato, dopo aver vinto la gara di tiro alla fune contro alcuni prof. Questi ultimi secondo me si sono meritati tutti gli applausi che hanno ricevuto per il ballo che hanno fatto. Perche' si', qua i prof sono piu' giovani e meno seri e noiosi, e gli studenti non li prendono in giro e non li disprezzano come capita spesso da noi, anche se nonostante questo gli studenti calcolano di meno i prof. E per di piu' essendo meno seri hanno un non so che di piu' umano di molti prof italiani, anche se il rapporto che hanno con gli studenti e' diverso. In Italia dipende da scuola a scuola e da prof a prof, quindi non me la sento di dire se il rapporto con i prof sia piu' aperto qua o da noi. A proposito della scuola, per quanto comunque le cose rimangono sempre un po' troppo facili e le regole sono sempre un po' strane per me, la mia opinione e' molto migliorata!!
Ma atteniamoci al titolo: per quanto non si deve generalizzare mai troppo sia nel bene che nel male e per quanto non bisogno dimenticarsi che anche qua ci sono degli aspetti della gente in generale che possono essere o sembrare negativi, vediamo insieme un po' di cose belle dell'America e degli americani, che possono comunque essere molto diversi dagli europei in generale.

I commessi nei negozi in America sono sempre disponibili e fanno tutti bene il loro lavoro. Ovunque sono tutti simpatici e fanno di tutto per aiutarti, e spesso e volentieri sono ragazzi molto giovani quelli che lavorano. Qua non capita di beccarsi qualche occhiataccia da commesse che non hanno voglia di lavorare o mettere a posto, e sinceramente ci si sente molto piu' a proprio agio a chiedere e farsi aiutare.

Quando si esce per fare un giro in bici, una passeggiata col cane o una corsa, ogni persona che incroci ti rivolge un sorriso o fa un gesto per saluatarti. Insomma, la cortesia prima di tutto!

Gli americani sono decisamente piu' educati e civili degli italiani. Trovare robaccia per terra, cacche di cane in mezzo al marciapiedi o scritte sui muri e' praticamente impossibile. Poi la gente e' quasi sempre cordiale ed e' difficile beccarsi una rispostaccia gratuita. A scuola i ragazzi sono da un lato piu' maturi e non fanno mai casino in classe, dall'altra pero' devo essere sincera nel dire che preferisco le classi casiniste italiane perche' ci si diverte di piu' ed in fondo non e' poi cosi' male. Sara' che sono abituata a tutto altro, ma qua saranno anche educati, ma dopo un po' mi sembrano morti e noiosi. Poi in realta' per certi versi il concetto di educazione e' un po' diverso anche a scuola, perche' nessuno qua si sogna di alzarsi quando entra un prof ma nemmeno di salutarlo. Ed anzi appena suona la campanella tutti si alzano e se ne vanno ad una velocita' impressionante senza salutarsi tra di loro ne' salutando minimamente il prof, e la classe rimane vuota dopo qualcosa come 5-10 secondi dal suono della campanella.

Pochissimi americani fumano. Ed e' una cosa che ho notato pure a New York, dove una cicca per strada non la si trovava neanche a pagarla oro. Molto meglio sicuramente, visto anche che trovare un ragazzo che fuma e' come cercare un ago in un pagliaio, altro che quella simpatica nuvoletta di fumo che a scuola mia fino all'anno scorso saliva fino alla nostra finestra dal giardino ad ogni ricreazione. Questo non vuol dire certo che non ci siano problemi droga in America ma almeno per quanto riguarda la nicotina, sembra proprio che i livelli siano molto piu' bassi dei nostri.

Gli americani sanno bene come divertirsi, ed io me ne sono accorta bene quando siamo andati in campeggio ed abbiamo fatto 4 wheeling nel fango.
(ma per alcuni di voi questa e' anche un'altra storia...)

Gimme five! Qua ci si da spesso il cinque quando ci si incrocia per i corridoi o anche quando ci si mette d'accordo per qualcosa di bello o ci si complimenta. Stamattina per salutarmi il mio prof di psicologia mi ha battuto il cinque e io sono rimasta non poco stupita e per poco non ho reagito haha

Nel midwest e' tradizione mangiare pollo fritto al pranzo di matrimonio, e non c'e' cosa che potrebbe avere di piu' la mia approvazione.

La comodita' prima di tutto. Qua se vai in giro o a scuola in pigiama o vestito come per andare a correre nessuno ti guardera' mai male, non occore mai essere "fancy", l'importante e' stare comodi, e nessuno ti giudica se ti vesti sportivo e non ti interessa essere sempre all'ultima moda, che a pensarci bene e' una cosa molto stupida su cui perdersi e stressarsi, e che noi in Itlalia facciamo. Gli europei, lo dicono pure gli americani, si vestono sempre "fancy". Quello che noi in realta' chiamiamo vestirsi bene, perche' noi nella nostra cultura abbiamo sia il vestirsi bene che il vestirsi male, e per quanto mi piaccia piu' il modo di vestirsi europeo a volte mi sembra proprio che esageriamo anche fino ai limiti del disagio. D'altro canto pero' qua basta mettere una maglia con una pistola o il logo di una birra per essere visti male, ed anzi a scuola sarebbe pure vietato in un certo modo.

Le scuole sono proprio come quelle dei film. A me ad essere sincera me ne e' sempre fregato poco niente dei film ambientati nelle scuole americane, ma ad esserci dentro posso assicurarvi che e' tutto vero e che sinceramente e' molto bello avere tutti questi club, i counselors, le partite dove la banda suona e le cheerleader ballano.

Qua durante le lezioni fanno tantissimi esempi pratici ed esperimenti concreti e ti mostrano una sacco di video interessanti per farti capire meglio, si fanno attivita' in gruppo e ci sono test ogni 10 giorni massimo che vengono corretti nel giro di qualche oretta. E la tecnologia viene usata nel modo giusto sia per approfondire che per correggere le verifiche e a scuola c'e' un numero enorme di computer fissi, notebook e tablet a disposizione degli studenti. Noi in Italia abbiamo a malapena la carta igienica e qua hanno tutto e di piu' per la scuola e per alcune materie come fisica gli esperimenti pratici sono utilissimi. I libri poi sono sempre in prestito e sono nuovissimi e se non sono nuovi sono almeno in buono stato.
Nonostante tutto pero' alcune cose sono forse un po' superflue anche se non inutili e si adattano ai ritmi rilassatissimi della scuola americana. Certo e' tutto molto piu' facile e meno stressante e si imparano un sacco di cose lo stesso, ma non bisogna dimenticarsi che alla fine lo sanno pure gli americani stessi che il risultato e' una scarsa (a volte scarsissima) cultura generale e tante, tante lacune.

Beh che dire, per ora non mi viene in mente altro e visto che e' una bella giornata mi sa proprio che usciro'.
Ricordatevi di guardare il blog della Giuly ogni tanto, lo trovate sulla destra fra i blog di altri exchange all'estero :)
See you guys!

giovedì 26 settembre 2013

Never give up

'mo ce l'avevano detto che era difficile.
Ma noi siamo partiti lo stesso. Dopo 42 giorni da exchange student posso garantire che quando vi dicono "pensateci bene prima di partire, perche' e' dura" non scherzano mica. Non che non lo sapessimo, ma nessuno immagina davvero com'e' finche' non ci arriva. Prima di partire ho sentito sempre tanto parlare dello "shock culturale". Uno e' portato a pensare che non sara' tutta sta gran cosa e che in fondo non deve essere cosi' terribile. Ma bene o male ci passano tutti e sicuramente non lo hanno chiamato "shock" per puro caso.
Prima della partenza mi hanno dato questa specie di manuale da portare negli states, dentro al quale si trova anche un grafico con una curva che rappresenta l'andamento dello shock culturale. Grafico ovviamente bellamente ignorato prima della partenza. Errore! E' maledettamente vero. Per spiegarvi meglio, secondo il grafico lo shock culturale funziona cosi': primo breve momento di entusiamo, dopodiche' la curva scende e c'e' il primo cultural shock, poi c'e' un adattamento superficiale seguito da una seconda caduta ("frustration") ed infine una grande salita. Non ne sono perfettamente certa ma io credo di essere nella zona di caduta fra l'adattamento superficiale e la frustrazione.
Insomma, per farla breve, l'inizio e' sempre tosto. E parlando e chattando qua e la' con exchange italiani e non in giro per gli states alla fine son sempre venute fuori le stesse identiche cose. Siamo tutti nella stessa fase o quasi ed abbiamo quasi tutti gli stessi problemi. Ed a me questo fa sentire meglio perche' mi fa capire che i miei problemi sono normali e non sono da sola.
E' difficile perche' qua in molte scuole gli exchange sono gli idoli delle folle le prime settimane, ma in molte altre invece, come nella mia, interessano a pochi. Poi molti studenti si conoscono fin dalle elementari e qua appena suana la campanella (che nel mio caso e' un brutto allarme ma almeno non ti trapana i timpani) tutti scappano via alla velocita' della luce senza nemmeno salutarsi tra di loro o salutare il prof. Riuscire a farsi qualche amico e' difficile: un po' di gente con cui scambiare due parole ma nessuno con cui uscire al pomeriggio o nei weekend, e quasi sempre c'e' qualche piccolo (o grande) problema in famiglia. Prima stai benone con la famiglia nuova, poi ti trovi meglio a scuola che a casa.
Poi spesso ci si mette la nostalgia, ma a me per fortuna questo non capita. Ok, ho avuto i miei momenti in cui sognavo la mia citta' ad occhi aperti o pensavo a quanto sia infiniamente piu' facile la vita in Italia, ma mai a livelli tragici. Certo pero' adesso ho i miei bei dubbi esistenziali, che l'essere o non essere di Amleto e' una domanda banale al confronto (just kidding guys).
A barcamenarsi fra domande come "devo fare grandi cambiamenti e fare come mi dicono oppure cambiare le cose ma rimanere sempre sulla mia strada?" e dubbi spiacevoli come "cosa pensa la mia famiglia di me? Come mi vedono gli altri? sto sbagliando tutto?", uno c'ha ben i suoi motivi per essere confuso e sembrare un po' giu'. Fra dubbi, convinzioni che cadono, sicurezze che crollano e tanti rapporti da costruire le classiche occhiaie del panda dovute a stress e poco sonno ritornano a farti compagnia dopo 3 mesi di vacanza.
Non saprei bene descrivere come ci si sente. Dopo tutti sti preamboli penserete che uno si deve sentire proprio giu'. Beh, non proprio. Io direi che piuttosto che uno si sente un po' come un guerriero, come uno che combatte, che lotta e non si arrende, e che per questo fa tanta fatica. Alla fine siamo tutti spinti dalla certezza che ne varra' la pena e non ci abbattiamo, anche se e' una strada in salita. Ma a me non sono mai piaciute le cose facili. E poi se uno vuole avere qualcosa di grande devo faticare tanto, no? E poi tutto questo me lo sono scelto io.
Nonostante tutto non voglio mollare, non voglio assolutamente andare a casa, voglio andare fino in fondo. Perche' e' vero quello che vi dicono: questa e' una sfida, qua si mette tutto in gioco ed in discussione e bisogna cercare di essere forti.
Spero che nessuno dopo aver letto questo post pensi che io stia male, perche' quello che sto passando e' perfettamente normale e si sa che prima o poi dopo la pioggia viene il sole E meno che meno voglio che si pensi che voglio tornare a casa. Come dicevano le mamme spartane (dolci loro):
 "o con lo scudo o sopra di esso".

venerdì 6 settembre 2013

Una canzone ancora mia

Le figure di un libro
non scritto

si affacciano in folla 
ai margini del cuore
premono in frotta
per uscir nella strada 
si sperdono rapide
tra i bagliori del sole
sciolte allo sguardo 
tra il cemento e il cielo

Daria Crismani

Da quando sono qui, mi è capitato più' di una volta che qualcuno mi chiedesse se mi mancano famiglia e amici, ed io ho sempre risposto senza mentire che no, non mi sento sola, non mi manca nulla.
Ma non è per egoismo, non è per menefreghismo, non è per cattiveria.
È per amore.
Credo di essere stata piuttosto sfortunata nella mia vita per certe cose, certi lo sanno bene, ma ho avuto una fortuna incredibile a trovare persone meravigliose sulla mia strada, e penso che sia un regalo molto bello che la vita mi ha fatto, forse perché mi ha voluto anche togliere tanto.
E tutte queste persone ora non mi mancano perché me le sento vicine, ed anche se a volte penso che vorrei essere sul molo Audace a guardare il mare, o a San Giusto, o a Miramare, o seduta fra i banchi del mio Petrarca circondata da tutti i miei compagni di classe, so che in realtà è tutto con me, ed anche voi siete tutti con me, nel mio cuore.
Sapete, in questo momento ho un po' gli occhi lucidi, perché sto pensando a quanto sarà bello rivedervi dopo un anno.
Quando siamo lontani sentiamo ancora di più il valore e l'affetto per le cose a cui teniamo. Adesso so ancora di più quanto siete preziosi. Io non dimenticherò nessuno, e spero tanto che nessuno si dimentichi me.
So che sembra strano, ma vorrei ringraziarvi, e spero di non scordarmi nessuno!
Grazie alla mia mamma, che da 3 anni ormai è il miglior angelo custode che si possa desiderare.
Grazie al mio papà, al mio testone, perché di padri come lui ce ne sono pochi, e non avrebbe potuto cavarsela meglio.
Grazie a Stelio e Maria, che sono sempre stati la mia seconda famiglia.
Grazie a Giada, che mi ha vista crescere e che è la mia confidente numero uno, acuta, intelligente e con un gran senso dell'umorismo.
Grazie a Monica e Daria, che mi hanno mostrato cosa sono la forza, la dolcezza e la vita, e che un grazie se lo meriteranno sempre e comunque, per tutto.
Grazie a Barbara che mi sostiene e consiglia sempre, e che per me è come una zia, una zia complice ed affettuosa.
Grazie a Daniela che c'è sempre stata e sempre ci sarà, come io sempre ci sarò per lei.
Grazie ai miei compagni di classe, con i quali ho passato tre anni meravigliosi, e che non vedo l'ora di rivedere.
Grazie a Chiara, che ormai son quasi 15 anni che mi sopporta, e sono sicura che la nostra amicizia non si fermerà qui.
Grazie a Debora, con cui ne ho passate di tutti i colori, e dai cui ho imparato a vedere le cose da un'altra prospettiva.
Grazie a Giulia e Valeria, perché questa esperienza non sarebbe la stessa se non le avessi conosciute.
Grazie a Saverio a cui voglio sempre bene, anche se lo vedo davvero troppo di rado.
Grazie ad Elena e Priscilla, che da quando ho imparato a conoscerle sono una delle parti più belle della mia famiglia.
A voi va tutto il mio affetto, il mio amore più sincero, la mia promessa che non vi dimenticherò mai.
Vi voglio bene!

Federica

Sta crescendo
come il vento questa vita mia
sta crescendo
questa rabbia che mi porta via
sta crescendo
come me
[...]
davanti alla scuola pensavo viva la libertà 
tu dove sei
coraggio di quei giorni miei
coscienza voglia e malattia di una canzone ancora mia
ancora mia
ancora mia

(Giulio Cesare - Antonello Venditti)

giovedì 5 settembre 2013

Prime impressioni sulla scuola americana

Zalve!
Ho pensato di inziare a parlare della cultura americana parlando di un tema che, oltre a starmi a cuore, penso incuriosisca molti. Queste sono solo le miei primissime impressioni essendo solo al terzo giorno di scuola, spero di non sembrare troppo critica  =)
La prima cosa che mi vien da dire e' che non c'e' una cosa che sia una che sia uguale o anche solo simile alla scuola italiana. Ma andiamo con ordine!
La High School americana dura 4 anni, dal  grade 9 al 12, e in questi 4 anni di scuola gli studenti vengono chiamati, in base all'anno, freshman, sophomore, junior e senior. Io sono nei senior, che in realta' son tutti gente nata nel '95. Che poi e' giusto visto che se fossi nata almeno piu' di 24 ore 5 minuti prima sarei anche io in quell'anno, ma non importa, non siamo mica qui a contare gli spinetti ai porcospini, come dice il mitico Jonlooker, e poi dalla regia mi dicono che sto divangando.
Dunque! Per fare le cose nel modo piu' ordinato possibile e cercare di non saltellare senza logica da un argomento all'altro, vediamo quale sarebbe la vostra giornata tipo se foste studenti americani.
Allora, miei cari studentelli a stelle e strisce, per prima cosa iniziarete scuola prima rispetto ai vostri coetanei pizzaioli, magari solo pochi giorni prima, o forse anche un mese. Ovviamente dipendentemente dallo stato e dalla scuola in cui vi trovate variano orari, classi e facilities (che non mi ricordo come si chiamano in italiano, andiamo bene!), e le scuole possono essere in questo senso anche molto diverse tra loro, ma voi ovviamente vi trovate nel nord del Wisconsin, che fa piu' figo (I'm joking =) ).
Proprio perche' siete allegri studenti della West De Pere High School, vi alzate presto la mattina, saltate nella vostra bella macchinina e guidate fino alla scuola, dove parcheggerete il vostro mezzo nell'ampio parcheggio riservato agli studenti. Altro che i bei tempi in cui si andava a scuola cavalcando il proprio nobile pterodattilo (cit. la mia splendida amica Jay)!
Dopo essere scesi dalla macchina vi dirigerete verso l'entrata di un edificio cosi' grande e moderno che se non foste nativi del luogo e non ci fosse il nome della scuola a caratteri cubitali sulla facciata, lo scambiereste per una sede di uffici di qualche azienda. Il tutto entro le 7:40, orario di inizio lezione. Ed a proposito dell'edificio, molte scuole hanno un sacco di laboratori e tutte il campo di football privato con il simbolo della scuola. La mia pur essendo una scuola abbastanza piccola (si fa per dire) e con 800 studenti, ha il campo di fooball, caldio, i campi di tennis, la falegnameria, una palestra  grande 2 volte quella della mia scuola italiana, la mensa, la caffetteria, la sala fitness (con tutte le macchine, giuro!) e le aule di arte e musica. Insomma, altro che noi poracci italiani che abbiamo a malapena la palestra ed il bar.
Ma prima di entrare in classe vi dirigerete verso il vostro armadietto, dove ritirerete i libri e quaderni per la prima ora e lascerete lo zaino, perche' è vietato portarlo in classe e perche' qui avrete al massimo 4 o 5 libri che potete comodamente lasciare a scuola, e che per di piu' sono dati in prestito dalla stessa , gratis, nuovi e puliti perche' e' vietato scriverci dentro.
Se mi e' concesso di fare una parentesi sulla questione degli armadietti, so che di solito sono una delle cose piu' affascinanti della scuola americana e si vedono in ogni santo film/telefilm, ma non e' una leggenda che all.inizio si fa fatica ad aprirli. In tutta sincerita' il mio si e' rivelato essere un gran bastardo, davanti al quale ho perso ore e stavo per buttare giu' tutti gli dei dell'Olimpo, ma alla fine lo ho fregato dicendo che non andava e cosi' mi hanno cambiato il lucchetto. E' uno di quegli strani meccanismi in cui bisogna girare la rotella con i numeri, ma bastasse solo quello! Bisogna girare a destra, poi a sinistra passando sopra il primo numero, poi di nuovo a destra e tirare forte. Grazie al cavolo, direte voi, che ci vuole?  Ci vuole capirlo che funziona cosi'! Io ho capito ora il trucco che non bisogna fermarsi mai, ma nessuno me lo aveva detto. Comunque per fortuna son tutti gentili e professori e vicine di armadietto son sempre corsi in mio aiuto quando vedevano che stavo per tirargli un calcio.
Ma torniamo a noi! In base alla vostra schedule, ovvero elenco delle materie scelte, vi sposterete di aula in aula al cambio diell'ora, con una pausa di 10 minuti tra una lezione l'altra che, ahime', qua durano 70 minuti, e mi hanno detto che non e' comune. Qua ogni professore ha la propria aula personale. E quando dico personale intendo che in molte aule il professore ha un suo "ufficio" o "angolino" o come lo volete chiamare, insomma uno spazio dove puo' tenersi le sue cose, la sua libreria se vuole, un computer fisso, ovviamente fornito dalla scuola, e puo' decorare l'aula come vuole (il mio prof di fisica la ha tappezzata di immagini di Einstein, si vede che e' un suo grande fan). Ah e qua i prof sono meta' donne e meta' uomini circa, non come da noi che il gentil sesso domina ("gentil" si fa per dire).
Riguardo alle materie, ve le scegliete voi. Alcune scuole, come la mia, ne hanno un'ampia scelta, altre invece non danno la possibilita' di scegliere, e da quel che ho capito gli studenti americani sono obbligati a prendere alcune materie ed a fare un tot di crediti. Io ho avuto totale liberta' sulle materie, anche se ho dovuto fare un tot di crediti. E qua e' successo il patatrak, perche' il bradipo che c'e' in me ha preso il sopravvento ed il risultato e' stato quello che si potrebbe descrivere con un bel "anno sabbatico arrivoooooo!!".
Le materie che ho preso sono social contemporary problems, che letteralmente si traduce come un "discussione sui problemi di attualita' ", praticamente invece come un "non fare un bel niente", pero' la prof sembra un tipa sveglia ed e' molto disponibile e simpatica. Poi viene fisica, forse l'unica che richiede davvero impegno, specie visto che in Italia ho il 6, ed il programma americano va fino ala teoria della relativita'. Poi ho preso cucina, e per questa scelta voglio 'na 'applaus!! Giuro che non vedo l'ora di dirlo al mio prof di filosofia per vedere la sua faccia. Dopo viene psicologia, interessante, e credo dara' meno grane di fisica. E per concludere si informa la gentile clientela che matematica e' stata sostituita con study hall, ovvero ora buca per studiare in cui si puo' andare nella library, dove di libri ce ne sono pochi ma in compenso ci sono tanti computer e iPad a disposizione degli studenti. Insomma, la matematica e' uscita dalla mia vita, anche se solo per un anno!! Immaginate la soddisfazione...anche perche' avevano un programma cosi' ampio che faccio meno fatica a recuperare in Italia (chiedo umilmente perdono alla mia prof di matematica, ma credo basti e avanzi la fisica hahaha). Ah, e ricordatevi che qui le materie si ripetono uguali tutti i santi giorni alla stessa ora, e sono solo 5.
Per scegliere le materie vi affiderete al counselor, una specie di psicologo/guida per gli studenti, che vi aiuta a scegliere le materie (che variano nei trimestri/semestri, anche se alcune le tenete per piu' di uno), e che segue anche gli studenti stranieri. La mia counselor e' una donna molto simpatica e disponibile che ha pure organizzato un pranzo per i 3 exchange di quest.anno.
Tornando a noi, a voi anzi, dipendentemente dal turno che avete andrete a mangiare il vostro lunch, che puo' essere comprato li' o portato da casa come il mio. E mi tocca pure mangiarlo alle 10:25, quindi altro che pranzo, e' una colazione!
E la vostra giornata proseguira' cosi' fino alle 14:45, quando prenderete le vostre cose, direte ciao ciao all'armadietto antipatico e see you tomorrow ai vostri amici (voi, io son qua da 3 giorni ed anche se non sono sola e un po' di gente la ho trovata di amici ancora non ne ho ovviamente), poi uscirete e salirete di nuovo sul vostro fido pterodattilo, ops, scusate, sulla vostra bella macchinina e ve ne tornerete a casa, con pochi compiti da fare.E se non avete ancora 16 anni e non avete la driving licence, ci sara' uno dei famosi bus gialli che vi verra' a prendere. Io probabilmente non ci saliro' mai, ma non e' poi cosi' male visto che a vederli mi inquietano non poco. Cioe' non capisco come facciano a non essere completamente sbilanciati, visto che hanno le ruote posteriori troppo in avanti con il risultato che l'autobus ha il sederone che sembra per aria. Ma ripetiamocelo, non siamo mica qua a contare gli spinetti ai porcospini!
Per concludere aggiungo che la mia scuola ha un mega shop di gadgets e vestiti anche di marche tipo Nike e Adidas tutte con qualche logo o scritta riguardante la scuola e la squadra di football. Insomma potreste sopravvivere tutta la vita vestendo solo West De Pere High hahaha in compenso il logo ha un'orribile fantasmino, disegnato cosi' male che credo avrei potuto fare di meglio pure io che son negata per il disegno.
Direi che e' abbastanza, ho fatto un post kilometrico accidenti, chissa' quanti sono riusciti ad arrivarci in fondo! Complimenti a quei valorosi che ci sono riusciti!!
Nel prossimo post la seconda parte!

Bye!

Signore e signori, ripiglio!

Buondi'!
Come state? Io sto meglio, la scuola inzia a piacermi, ho tirato fuori le unghie e non mi faccio piu' rovinare l'esistenza dalla host sister, e le cose forse stanno iniziando a partire. Insomma, con domani son qua da solo 3 settimane, anche se mi sembran 3 mesi!
Come dice il titolo, mi voglio dare una svegliata, anche perche' mi son resa conto di aver scritto un post deprimente l'ultima volta, ma il mio umore e' decisamente migliorato! E credo che il fatto che vado in giro per casa cantando (parolone, io mica so cantare) ne sia una prova hahaha
Dunque, ehm ehm, ho deciso di tenere piu' aggiornato questo blog, sia perche' voglio riuscire a fare qualcosa di bello ed interessante, sia perche' mi mi piace scrivere e mi fa senitre meglio, sia perche' vorrei poter condividere le mie esperienze con chi legge, magari risulteranno addirittura interessanti o utile per qualcuno che vorrebbe partire. Non voglio fare la sbruffona, lo so che siete in 4 gatti a leggermi haha
Mi scuso in anticipo per eventuali sviste grammaticali e vi informo che non vedrete mai accenti a causa della tastiera americana che non ne ha. Forse sembrero' un po' critica ed insoddisfatta nei prossimi post, ma la prima reazione davanti ad un cosi' grande cambio culturale, per me almeno, e' quella di rimanere per un po' in sospeso, analizzare, poi apprezzare, Son qua solo da 20 giorni e per di piu' chi mi conosce lo sa che son criticona e "ranzida"!
Detto questo, parto subito con la stesura del prossimo post! Enjoy!

See you guys!

p.s.: per chi volesse farsi due risate, domenica mi sono tombolata dallo skate ed ora ho le ginocchia di un adorabile colore blu-viola pastello molto tendente al nero! Sono volata in avanti frenando e sono andata ad abbracciare l'asfalto, ma non preoccupatevi, a parte le botte, solo un paio di graffietti su un gomito ed una mano, ma sto bene!




lunedì 2 settembre 2013

Sitting on a stool in the kitchen the night before the first day ofschool, writing on a keyboard what's in my heart and in my mind...

Buonasera a tutti, o per chi si trova in Italia, buongiorno.
Eh gia', titolo un po' lungo, colmo di malinconia, leggera come la nebbia, che sembra non diradarsi mai ma che quando se ne va, lo fa nel giro di 5 minuti.
Domani mattina mi dovrei svegliare presto per il primo giorno di scuola, ma anche cosi' sembra proprio che non andro' a letto presto. Sono in America da 2 settimane e mezzo ormai, e fra confusione mentale e umore da "apatia portami via",  non so bene dire come mi sento. Felice? Triste? Emozionata? Annoiata? ... niente?
E chi lo sa! Non provo nostalgia, ma solo tanto amore per tutto cio' che ho lasciato in Italia, e che ora apprezzo ancora di piu'.
Per tutti i miei lettori, che so che siete pochi, e siete quelli che conosco di persona o quelli dei gruppi di exchange su facebook a cui lascio il link del blog, volevo chiedervi cosa avreste voglia che vi racconti. Dal classico "come sono gli americani?" a qualunque cosa vi venga in mente. Tenere un blog non e' nulla di complicato, ma non so proprio cosa potrei raccontare.
A tutti quelli che vogliono sapere come sto posso dire di non preoccuparsi, sto bene, l'ambientazione in casa non e' molto difficile. Ho una host mom splendida, che apprezzo molto, e che anche se talvolta e' stanca dal lavoro e' sempre attiva e sorridente, gentile e disponibile, ed estremamente ragionevole. Anche se e' la prima volta che ospita, fidatevi che e' nata per fare la host mom. La sorella invece e' l'unica ragione per cui a volte sto male. Credo non sia il caso di parlarne qui, ma che nessuno si preoccupi, non e' nulla di troppo brutto o di irrimediabile, e la host mom mi sta aiutando.
Ed ho anche scoperto quanto un giro in bici o scrivere possano aiutare a sentirsi meglio. Ed ho ripreso dopo tanto tempo a leggere, ovviamente in inglese ora che sono qui, e devo ammettere che mi ero scordata di quanto amo i libri. Forse tutto questo non servira' solo a scoprire cose nuove ma anche a rispolverare ed apprezzare meglio cose che sembravano dimenticate, sepolte sotto chissa' quante inutili paure e pensieri.
Domani quindi inzia scuola, e spero che come mi hanno detto tutti gli altri exchange students le cose migliorino. Devo farmi la mia vita qui ed imparare e farmi scivolare addosso le cattiverie...
Vorrei consigliarvi una canzone, una canzone un po' vecchia forse, ma ogni volta che la ascolto sento uno strano calore nel cuore: si chiama "Giulio Cesare", di Antonello Venditti.
Vi lascio queste foto che ho fatto durante uno dei miei giri, perche' non sembra un tramonto, ma un bellissimo dipinto.




venerdì 16 agosto 2013

Welcome Federica!

Signore e signori, vi scrivo direttamente dalla mia nuova casa a De Pere, Wisconsin!
Dopo aver dormito un'ora e mezza la notte perché dovevo essere nella hall alle 2:45 e un'altra ora e mezza nel volo tra Newark e Chicago (tutto il volo in pratica) ho finalmente preso il mio aereo diretto a Green Bay. Un po' rincretinita forse ma con una caffé è passato tutto!! 
E finalmente sono a casa!! All'aeroporto sono venute a prendermi le host con questo bellissimo cartello 
Beh che dire... Sono state fantastiche ed abbiamo subito iniziato a chiacchierare, e grazie al cielo si capisce TUTTO quello che dicono, mentre invece a New York non si capiva una benemerita mazza. 
La casa sembra un sogno: ha il giardino dei miei sogni sul retro con un bosco ed un ruscello, è enorme, spaziosa, ben arredata e profumatissima. E la mia camera è grande il doppio o quasi il triplo della mia italiana e ben arredata, i cani socievoli e stasera la mamma mi porta a mangiare pesce!! Non vedo l'ora che torni dal lavoro, mi sta già simpaticissima! La figlia è disponibile anche se in fondo timida e non troppo chiacchierona, ma è molto gentile. Hanno apprezzato il libro fotografico su Trieste che ho portato e non c'è stato nessun momento di imbarazzo.
Insomma non potrei essere più felice! È proprio vero che quando si parte senza aspettative è tutto più bello!
Ho sistemato un po' la camera con le foto ed i ricordi che mi sono portata dietro ed appena ho qualche buco di tempo inizio a mandare qualche mail. Ora stacco perché in una situazione come questa è davvero uno spreco perdersi dietro a internet!
See you guys!

New York City - parte 2

Un saluto a tutti dalla grande mela!
Secondo e ultimo giorno a New York, cronaca rapida:
Ci hanno portato al Madison Square Garden e a camminare sul ponte di Brooklyn, ma la cosa più bella è stata il giro in motoscafo sull'Hudson. Siamo saliti su un motoscafo chiamato "Shark" (e con su infatti disegnata la bocca di uno squalo) che più che un motoscafo sembrava una discoteca vista la musica a palla che ci ha accompagnato per tutto il viaggio a velocità folle fino a davanti la statua della libertà, che devo essere sincera è proprio piccolina! 
Poi nel pomeriggio ci hanno lasciati pascolare liberamente e ld io e vale abbiamo fatto la Broadway su e giù un centinaio di volte con sosta obbligatoria da Starbucks e poi cena al messicano dove abbiamo fatto la nostra prima figura di merda perché ci siamo dimenticate di dare la mancia (che qua è sempre 15-20 %).
In certi punti della città faceva freddo da mettersi la felpa ed inaltri faceva   discretamente caldo, ma è comunque una goduria rispetto all'Italia. Poi qua c'è l'aria condizionata ovunque ed in certi posti si gela, è terribile. E per di più in ogni bevanda riempiono metà del bicchiere con solo ghiacci. Freezing!
Lascio qui qualche foto =)


mercoledì 14 agosto 2013

New York City

Signore e signori, scrivo direttamente da New York, seduta al tavolo del BubbaGump in attesa del mio "all american cheesburger" insieme a Valeria!!
Siamo insieme da Milano, dove siamo arrivate dopo ore di macchina. Scalo lunghissimo a Francoforte (solo 3 ore ma era noioso lo stesso!!) e volo di 8 ore e mezza fino a Newark... Fortuna che eravamo vicine perché è stata la cosa più stressante del mondo!!
Ma ne vale la pena! New York è bellissima anche se incasinatissima! Ma è bella pulita, non c'è una cartina o una cicca per terra a pagarla oro (anche perché qua quelli che fumano son veramente 4 gatti!). Non ci sono piccioni praticamente e nei negozi son tutti gentili e disponibilissimi
(it's the american way of life!), alla faccia delle commesse scazzate in Italia!
L'albergo è molto bello e pulito! E sì, l'acqua del cesso è maledettamente alta hahaha (scusate ci voleva!!). Tutto costa molto meno che in Italia ed il cibo non è così male!! E ci sono wifi liberi in un sacco di posti.
Siamo stati al Times Square sia oggi che ieri. È una zona così piena di gente che camminare è quasi difficile ma ne vale la pena perché è pieno di negozi fighi! Ci sono tutte le marche ed insegne luminose ovunque! Poi siamo state in cima al Rockefeller Center  ed al Central Park, quest'ultimo è una vera meraviglia perché è un'area verde tenuta molto bene ed è enorme! Oggi siamo stati a mangiare in un posto dove ti pigli tutto quello che vuoi, lo metti in una scatola e poi lo paghi per il peso. Ieri invece ci siamo sentite in obbligo di prendere un hot dog hahaha e sembra quasi ci siano più taxi che macchine!
Visto che ci lasciano girare anche liberi io e Valeria siamo state un po' in giro dove ci tirava... Giusto per sfizio siamo andate al mega negozio della M&M's, da Levis, Forever 21, Footlocker, Starbucks, Hard Rock Café ed ovviamente Abercrombie, dove abbiamo comprato delle cose ed abbiamo fatto la terza foto insieme con un modello (le collezioniamo in pratica e il nostro obiettivo era quello di fare la foto a NY hahaha). Ah qua la maggior parte dei negozi che abbiamo visitato è enorme ed ha più piani!! 
La vacanza non è ancora finita ma intanto metto qualche foto! Per chi vuole domani sono in arrivo tutte su facebook!
Baci a tutti dal Times Square :) 





sabato 10 agosto 2013

Grazie :)

Grazie a tutti per i mille regali e per l'affetto con cui mi sommergete quando ci vediamo prima di partire!! I saluti non sono mai stati una sofferenza ma solo tanti sorrisi :) 
In fondo son solo 10 mesi non una vita :)
Grazie a tutti vi voglio bene :)

venerdì 9 agosto 2013

- 4 alla partenza!

bonjour!
vi scrivo dopo 5 giorni passati con la febbre alta (tanto alta che ho sfiorato i 40) che mi ha fatto temere il peggio per la partenza e mi ha fatto saltare tutti gli appuntamenti ed impegni che avevo tanto che ora mi tocca fare tutto in 3 giorni. Ho finito di collezionare otturazioni dal dentista ( 7 o 8 nel giro di 2 settimane) e di fare le compere per la partenza. In compenso sono arrivate e informazioni del volo, ed ho così scoperto di avere un adorabile scalo a Chicago con tanto di cambio di terminal per arrivare nel Wisconsin dopo i 3 giorni a NY. Non che la cosa mi spaventi visto che non è la prima volta che prendo un aereo da sola o che faccio un cambio, ma l'idea di cambiare terminal non è che mi piaccia troppo. Eeee domenica faccio la valigia. Sinceramente non riesco proprio a capire come ci possa essere gente che la fa anche un mese prima. O due settimane. Non ha senso! E non è che se fai prima la valigia parti anche prima. Mi sembra che un sacco di ragazzi dovrebbero mettersi il cuore in pace ed aspettare con calma la partenza e non delirare già mesi prima senza vivere tranquillamente i mesi che restano in Italia.
Ah sì! Giuly è partita!! Ha perso l'aereo per Casper e la hanno mandata in un hotel molto carino a quanto pare. Vi consiglio di leggere il suo ultimo post scritto dopo l'arrivo in famiglia!
Io ora vado a prenotare il tavolo per la pizzata di lunedì sera. Prossimo aggiornamento direttamente dall'America!

venerdì 26 luglio 2013

-20 e Verona

It's the final countdooooooooown!!
E fu così che si arrivò a -18 dal fatidico giorno della partenza... E l'altro ieri ero a Verona insieme a Vale, a mia moglie Chiara (non domandatemi perché è mia moglie, non me lo ricordo) e Pietro. Tutti futuri exchange negli USA! Siamo saliti sulla torre dei Lamberti e stati sotto il balcone di Romeo e Giulietta (a cui abbiamo toccato la tetta perché a quanto pare porta fortuna haha). Si potessero passare quasi tutti così i giorni che mancano alla partenza... 
Io e Valeria la prossima volta che ci vedremo sarà all'aeroporto di Malpensa alle 6 del mattino del 13 agosto. Andando in macchina bisogna partire verso mezzanotte, e visto che non voglio passare l'ultimo giorno da sola o l'ultima sera a rotolarmi nel letto, sto organizzando una cena con i miei compagni di classe per la sera del 12. 
E quindi non resta altro che aspettare... E salutare tutti!
Ah qua siamo io e Valeria a Verona (ignorate la mia faccia imbecille).
Davvero, cosa farei senza di te Vale? 
Ti voglio bene =)

lunedì 15 luglio 2013

-29 alla partenza e voglia di raccontare qualcosa :)


So che ho aperto il blog solo ieri e non voglio certo dilungarmi a scrivere 10 noiosi post al giorno, ma oggi mi andava di riempire un po' queste pagine virtuali e di buttare giù un po' di cose.
Innanzitutto c'è una novità: Giuly ha la famiglia!!! Sono così contenta per lei! La famiglia sembra davvero splendida! Ora, come dice lei, "le caprette sono tutte piazzate". Come già detto lei andrà in Wyoming, e la sua famiglia è composta da mamma, papà e due figli, ragazza del 96 e ragazzo del 93. E, udite udite, un cavallo, 5 polli (ma che se ne fanno di 5 polli??) ed un animale misterioso, che poi si è rivelato essere un Labrador haha! Infine c'è da dire che i suoi hanno già ospitato 2 o 3 studenti. Anche gli host di Valeria sono già dei veterani, solo io sono in una famiglia che ospita per la prima volta, ma la cosa non mi spaventa affatto. Ah, mi raccomando, fate un saltino sul blog di Giulia!
Poi, per ridere un po', ieri ho spulciato nuovamente dopo mesi questo bellissimo forum
-------> http://annoallestero.forumcommunity.net/ , una vera e proprio guida spirituale nel periodo pre-iscrizione, dove ho conosciuto le mie belle caprette. Consiglio a tutti gli interessati a questa esperienza di farci un salto!
E spulciando fra i topic divertenti ho trovato questa allucinante pubblicità neozelandese, e certo è che se mi capitasse di vederla cercherai in qualunque modo di scavarmi una buca e là rimanerci (per la serie "voglio morì") [qui nella sua versione più raccapricciante con finale da paura
-----> http://www.youtube.com/watch?v=e_wscCTEhR0 ]


sempre parlando di video, vi voglio segnalare un blog molto divertente ed intelligente, dove un tipo geniale commenta le pubblicità peggiori. Ecco il link, fateci un saltino se avete voglia di ridere!
--------> 
http://leuovadelnonno.wordpress.com/
Tornando all'argomento exchange, sia io che Giuly abbiamo la fortuna di avere degli exchange italiani nella nostra stessa città anche se non nella stessa scuola. Il mio si chiama Mario ed è caldamente invitato a smettere di fumare (ecco te lo scrivo qua così ti convinco ancora meglio muahahaha).Poi ci tenevo a dire una cosa a tutti quelli che exchange non sono e che adesso che sto per partire mi hanno detto, forse solo per sdrammatizzare, chissà, che "tanto c'è internet".
No. Internet non ci sarà.
O meglio.
Ogni tanto mi capiterà di aprirlo e sentire qualcuno, ma non sarà una cosa frequente. Quello che sicuramente farò sarà mandare delle belle mail alle persone a cui tengo di più e che magari non hanno facebook. Mi mancherete tutti e cercherò si sentirvi almeno una volta, ma là fuori c'è un mondo, c'è una vita, e in America ancora più che qua non bisogna assolutamente sprecarlo passando il proprio tempo davanti ad uno schermo.  Davvero, non è per disinteresse! E se lo dite solo per sdrammatizzare i saluti, sappiate che comunque nessuna mail, nessuna telefonata su skype, nessun messaggio in chat varranno mai come avervi vicino e guardarvi negli occhi.
Per concludere il post vorrei mandare un bacio grande grande a Daniela e dirle che davvero non so come avrei fatto a volte senza di lei! Non mi dimenticherò di te fuori, perché tu mi sarai tanto vicina, proprio qui, nel cuore. Anche io ti voglio bene :)

domenica 14 luglio 2013

Federica a De Pere, Wisconsin!

 Come promesso, ecco un post tutto dedicato alla mia meravigliosa destinazione!
Come avete già capito, dopo tanta indecisione, un anno fa sono giunta alla conclusione di andare negli States. Dopo aver naturalmente stressato fino alla morte le mie povere caprette. La mia indecisione era a livelli catastrofici: un giorno dicevo Irlanda, quello dopo dicevo Australia, quello dopo ancora Canada. E naturalmente ero partita con l'idea che "io negli States non ci vado neanche morta!". Ma, come dicono i Blues Brothers, "le vie del Signore sono infinite" hahaha
Ehm ehm. Comunque, dopo vari colloqui, test, scartoffie da compilare ed un disastroso seminario informativo in un posto che faceva così schifo da non poter essere neanche considerato una fattoria ma direttamente una stalla a cielo aperto, non mi è rimasto che aspettare come tutti di avere la famiglia. Ed ogni exchange che si rispetti sa bene che questa può essere una delle cose più stressanti, specie nel periodo primaverile, quando insieme allo sbocciare dei fiori e delle allergie iniziano anche a piovere famiglie. Io per mia fortuna (???) ero troppo impegnata a ridurmi in uno stato pietoso studiando fino a mezzanotte ed ammazzandomi sui libri ogni santo giorno per poter pensare anche a questo, quindi la mia attesa è stata sicuramente meno stressante. Finché un bel giorno, durante un progetto di fisica pomeridiano, mentre spolveravamo vecchi cimeli e stramberie varie, mi è arrivata su facebook la richiesta di amicizia di una donna americana del Wisconsin. Penso sia inutile dirvi che mi è venuto un colpo! Mi si è accesa la lampadina e mi sono ricordata che ci avevano avvisati che la famiglia ospitante a volte contatta i figli ancora prima che sia dato l'ok definitivo. Quindi in preda all'agitazione più totale sono uscita ed ho chiamato la mia coordinatrice, che mi ha detto che se la famiglia era effettivamente quella avrei ricevuto una chiamata la settimana dopo. E qua sì che è iniziata una settimana stressante!! E se lo ricorda bene la povera Valeria, che ogni giorno doveva leggere i miei messaggi in cui dicevo "non mi chiameranno mai" e cercare invano di tranquillizzarmi.
Così la settimana dopo, alle due e qualcosa del pomeriggio, mentre andavo verso scuola sempre per lo stesso progetto di fisica, triste perché ero ormai convinta che quella settimana non mi avrebbero chiamata, mi sento squillare il cellulare. La cosa è stata ancora più divertente perché ero convinta che fosse stata qualche mia amica che faceva il progetto di fisica con me! Ed invece era la mia referente della Wep, che mi ha annunciato che sì, ho finalmente la famiglia! E mentre mi parlava sono arrivata a scuola, dove ho incrociata Giada, una ragazza dell'ultimo anno, ex weppina che è stata in Oregon. Appena la ho vista le ho detto che avevo la famiglia e ci siamo abbracciate, con la mia referente che rideva dall'altro capo del telefono. Appena finita la chiamata sono corsa dentro a scuola come un razzo per dirlo a tutti quelli che conoscevo che erano là, studenti e professori, che poverini si sono trovati sulla mia strada quel pomeriggio, ero così contenta che avrei potuto abbracciare un grizzly! Me lo ricorderò bene quel giorno, anche perché non credo di aver mai sentito il mio cuore andare così veloce, è stato incredibile!
Quindi: la mia bellissima famiglia americana è composta da mamma Betse, figlia Lizzey e tre cani. Lizzey ha la mia stessa età ed andremo a scuola insieme, nella West De Pere High School. Questo paesino di cui non ho ancora capito come si pronuncia il nome ha qualcosa come 24.000 abitanti e si trova vicino alla città di Green Bay, che si trova sul lago Michigan. Ed ho pure scoperto che in questa zona ci vanno un sacco di exchange students da tutto il mondo!
Ovviamente ho subito accettato l'amicizia della madre e per il primo mese ci siamo sentite quasi ogni giorno su facebook. Ora ci sentiamo un po' di meno anche perché stanno ospitando per un mese una ragazza spagnola. Betse da quel poco che la conosco posso già dire che è fantastica! Sono sicura che sarà un'ottima host mother! La figlia invece non la ho mai sentita e Betse mi ha detto che è anche un po' nervosa e preoccupata di non andare d'accordo.Chi vivrà vedrà!
All'inizio la mia data di partenza era il 23 agosto. Mi è venuto un colpo a pensare di dover rimanere qui tutta l'estate, così me la sono fatta anticipare al 13 agosto che, udite udite, è pure la data di partenza di Valeria! E questo vuol dire che, essendo entrambe con la Wep (Giuly è con EF), faremo insieme il ministay di 3 giorni a New York.  E quindi con oggi mancano esattamente 30 giorni alla nostra partenza!
E inizio anche io a non vedere l'ora di partire! Adesso che sto iniziando a salutare un po' di persone mi sento sempre più pronta, perché non potrei pensare di partire di qui senza aver salutato tutti quelli che voglio salutare. In effetti nemmeno a me piacciono gli addii, anche se questo in realtà è solo un arrivederci, ed ogni saluto è un po' un cazzotto nello stomaco E sto cercando di organizzare un pranzo/cena con i miei compagni di classe per il 12 agosto. Spero proprio di riuscirci!
Anche se probabilmente non leggeranno questo blog, vorrei ringraziare Valeria e Giada, le due ragazze di scuola mia, entrambe ex-exchange students, che mi hanno aiutata. Valeria per avermi dedicato il suo tempo per parlarne, aiutandomi tanto nella mia decisione e facendomi capire a cosa andavo incontro, e Giada per avermi supportata ma anche sopportata in quest'ultimo periodo di agitazione pre-famiglia. Grazie ragazze :)
Per chiudere il post allego due foto scattate l'altro giorno a Milano, dove io e Valeria siamo dovute andare al consolato americano per il visto: in una ci siamo tutte e tre davanti al duomo, e nell'altra ci siamo io (a sinistra) e Valeria, che per la seconda volta siamo andate a fare una foto insieme da Abercrombie (sì, stiamo tentando di fare una collezione di foto lì hahaha).

What does it mean to be an exchange student?

vi riporto qui un testo molto bello che ho trovato più di un anno fa... dedicato a tutti gli exchange students

“How do you know what is a dream if you never accomplished one. How do you know what is an adventure if you never took part in one. How do you know what is anguish if you never said goodbye to your family and friends with your eyes full of tears. How do you know what is being desperate, if you never arrived in a place alone and could not understand a word of what everyone ...else was saying. How do you know what is diversity if you never lived under the same roof with people from all over the world? How do you know what is tolerance, if you never had to get used to something different even if you didn’t like it. How do you know what is autonomy, if you never had the chance to decide something by yourself? How do you know what it means to grow up, if you never stopped being a child to start a new course? How do you know what is to be helpless, if you never wanted to hug someone and had a computer screen to prevent you from doing it. How do you know what is distance, if you never, looking at a map, said “ I am so far away”. How do you know what is a language, if you never had to learn one to make friends. How do you know what is patriotism, if you never shouted “ I love my country” holding a flag in your hands. How do you know what is the true reality, if you never had the chance to see a lot of them to make one. How do you know what is an opportunity, if you never caught one. How do you know what is pride, if you never experienced it for yourself at realizing how much you have accomplished. How do you know what is to seize the day, if you never saw the time running so fast. How do you know what is a friend, if the circumstances never showed you the true ones. How do you know what is a family, if you never had one that supported you unconditionally . How do you know what are borders, if you never crossed yours , to see what there was on the other side. How do you know what is imagination, if you never thought about the moment when you would go back home. How do you know the world, if you have never been an exchange student?”

Vecchio post

spulciando fra vecchi documenti ho trovato il file che contiene i post del mio proto-blog... ne pubblico qui qualche pezzo che mi sembra carino. La data dovrebbe essere quella del 6 aprile 2012, quando non mi ero ancora neanche iscritta. Spero vi piaccia :)

[...]
Mmmh dunque, punto 1. Al momento mi ritrovo a scrivere su un foglio di Open Office in Times New Roman (solo perché non ho voglia di scovare un carattere più elegante). E dopo qualche giorno di contatti con altri (si spera) futuri exchange e la lettura di qualche blog, mi è venuto in mente che in effetti non sarebbe un cattiva idea se anche io ne creassi uno, magari mettendolo su poco prima della partenza e buttandoci dentro alcune delle pagine che scriverò qui (per ora questo è ufficialmente denominato “diario”, ma un titolo devo ancora trovarglielo). Ne ho letti alcuni di ragazzi all'estero trovati sul bellissimo forum “Anno all'estero” (dove ci sono exchange, returnees e quelli che come me stanno per iscriversi... e ci sono un sacco di informazioni e topic utili! E per di più sono tutti gentili, strano a dirsi). Insomma, per farla breve mi è piaciuto troppo il modo in cui alcuni di loro hanno scritto della loro esperienza e della pre-partenza... certi scrivono così bene, incuriosendo e comunicando, che non ho potuto fare a meno di leggermi l'intero blog. Quindi, ecco la mia idea.
[...]
Punto 3. Ok, questa potremmo definirla un riflessione delle 23:24 di un venerdì sera, ma decisamente molto sensata. Non credo di aver bisogno di pormi questa domanda, perché dentro di me so la risposta, ma nel caso me la chiedessero (e me la chiederanno sicuramente), mi sembra giusto elaborarla in modo sensato. La domanda naturalmente è: perché tu, adolescente, studentessa del liceo (classico per di più), vuoi mollare tutto e cambiare ogni cosa, dalla nazione alla lingua alla famiglia? Cosa ti spinge a fare questa follia? (ok, così sembra che io voglia fare un atto di masochismo estremo, forse ho esagerato un po').
Beh, la risposta è semplice per me come per altre migliaia di ragazzi. Perché è un sogno. Come puoi spiegare bene un sogno? Un sogno è una cosa che senti dentro. Un sentimento. Una cosa che ti fa battere il cuore. Quando ci pensi senti che non c'è nulla che desideri di più, chiudi gli occhi e dici “farò di tutto per realizzarlo”, ci credi davvero, sai che lo puoi realizzare, e la tua determinazione è al massimo. Quando hai un sogno, non c'è nulla che ti posso fermare, e l'unica spiegazione che sai di poter dare è “perché è il mio sogno”. Per quanto folle possa sembrare agli altri, ti renderà felice.
Certo, forse al colloquio dovrò dare qualche motivazione in più. E non mi mancano.
Ciò che mi spinge a fare ciò è la voglia di scoprire, la consapevolezza che il mondo è così grande e così vario, la voglia di imparare, di mettermi in gioco, di cambiare. Voglio essere una exchange student. E questo vuol dire che voglio diventare una persona con la mente aperta, vedere, imparare, conoscere, scoprire. Non voglio rimanere a vedere le cose sempre dal solito punto di vista. Credo nello scambio pacifico di culture diverse. Voglio imparare a parlare lingue nuove per poter viaggiare, comunicare. Voglio conoscere persone nuove e diverse. Voglio cambiare la mia vita. Completamente. E sono veramente orgogliosa di sapere di far parte di un grandissimo gruppo di ragazzi che vogliono le mie stesse cose, e sapere che abbiamo tutti qualcosa in comune, e che abbiamo lo stesso coraggio e la stessa determinazione, e che nel futuro questa esperienza ci lascerà qualcosa di grande dentro, qualcosa che ci distinguerà dagli altri. La ricchezza di uno scambio deve essere una cosa grande. Se nessuno avesse paura di dire davvero “siamo tutti uguali” e se tutti viaggiassero, imparassero e si arricchissero, probabilmente il mondo sarebbe migliore.
Insomma, voglio decidere che persona voglio essere. E per ora sono certa che voglio essere una exchange student (mi piace sola la parola! Non vedo l'ora di poter dire “hei, mi chiamo Federica e sono una exchange student!”)
Punto 4. C'è un punto 4? Ok ammetto di essere andata avanti a scrivere ed ora non mi ricordo più cosa volevo dire dopo il punto 3. Pausa di riflessione delle 23:48...
Ok, non me lo ricordo di preciso. Meglio lasciare perdere.

Come ultima considerazione... rileggendo quello che ho scritto finora, devo dire che mi è piaciuto. Io sono un disastro a parlare. Per quanto posso essere convinta di qualcosa, il mio tono risulta sempre poco credibile. Per questo talvolta non vengo presa sul serio. O altre volte mi sembra di parlare in modo troppo presuntuoso. Accidenti, che frana che sono. Per fortuna almeno so scrivere un po'. Quando scrivo riesco a mettere giù i miei pensieri così come stanno, forse anche meglio. E poi è difficile fare discorsi così lunghi e complessi a voce senza sbagliare un virgola... e poi io parlo male, mangiandomi le parole e inciampando, e non sarebbe davvero piacevole. Per non parlare del fatto che è quasi impossibile distrarsi leggendo. Mi verrebbe quasi da dire che esprimo meglio le mie parole così... ma in realtà gli occhi sono lo specchio dell'anima, e il modo più dolce e forte per comunicare qualcosa è dirla, perché per quanto le parole possano essere ben disposte su un foglio di carta, nulla può sostituire la concretezza e la sincerità di un volto umano, di una persona che si ha davanti. Anche se voi qui troverete solo la verità, nient'altro che la verità, la più pura verità.
Beh, visto che l'ispirazione sta scemando con l'avvicinarsi del sonno, credo che la chiuderò qui... penso che leggerò ancora qualche pagina di blog e poi andrò a nanna. E la prossima volta (molto presto probabilmente) scriverò delle mie paure e aspettative. E credo anche che cercherò un carattere più elegante e piacevole per questo diario.
Chiudo riportando una citazione che ho trovato sul blog di una ragazza che è andata in negli USA. Buonanotte a tutti!

Federica

“
Non perdere mai la speranza nell’inseguire i tuoi Sogni, perché c’è un’unica creatura che può fermarti, e quella creatura sei tu. Non smettere mai di credere in te stessa e nei tuoi sogni. Non smettere mai di tentare, perché tu realizzerai sempre ogni cosa ti metterai in testa. L’unico responsabile del tuo successo o del tuo fallimento sei tu. Ricordati: ogni pensiero o idea pronunciata a voce alta viaggia nel vento, la voce corre nell’aria, cambiandone il corso. Se sei brava da udire abbastanza, tu potrai ascoltare l’eco di saggezze e conoscenze lontane nel tempo e nello spazio. Tutto il sapere del mondo è a disposizione di chiunque sia disposto a credere e a voler ascoltare. La libertà è una scelta che soltanto tu puoi fare: tu sei legata soltanto dalle catene delle tue paure. Non è mai una vera tragedia provare e fallire, perché prima o poi si impara. La tragedia è non provarci nemmeno per paura di fallire. Mentre noi possiamo orientare le nostre mosse verso un obiettivo comune, ognuno di noi deve trovare la sua strada, perché le risposte non possono essere trovate seguendo le orme di un’altra persona. Se tu puoi compiere grandi cose quando gli altri credono in te, immagina ciò che puoi raggiungere quando sei tu a credere in te stessa..” 
Peter O'Connor 


Welcome

Ah, che soddisfazione, finalmente dopo un intero pomeriggio passato davanti allo schermo riesco finalmente a scrivere il mio primo post! Caspita, non avrei mai pensato di riuscire veramente ad aprire un blog e... eh? Oh, scusate! Avete proprio ragione, che maleducata! Come ho fatto a dimenticarmene? Perdonatemi, mi sono lasciata un po' trascinare e mi sono completamente dimenticata che per prima cosa bisogna fare le presentazioni! Ehm, dunque.
Salve a tutti! Mi chiamo Federica ed ho 17 anni. Abito in una città bellissima: Trieste! E frequento nientepopodimeno che il liceo classico, scuola che mi piace molto e che mi da tanta soddisfazione! Ho appena finito la prima liceo ed ora son qua che mi annoio un po'. Cosa potrei dirvi ancora? Occhi marroni, capelli ricci, un po' pigra e con la testa fra le nuvole, ma amo viaggiare e stare in compagnia, anche spesso però mi piace anche stare per conto mio. Ma la cosa più importante che dovete sapere è che sono una exchange student. Ma che cos'è, anzi, chi è, un exchange student? Molti di voi sicuramente già lo sanno, ma per chi non lo sapesse, ecco qua la spiegazione! Gli exchange students sono quei ragazzi e ragazze coraggiosi provenienti da ogni parte del mondo che decidono di vivere qualche mese della loro vita all'estero, cambiando letteralmente tutto: famiglia, casa, scuola, amici, lingua, stato, spesso e volentieri anche continente! Di solito hanno fra i 14 ed i 18 anni, e quasi sempre il loro sogno nel cassetto è quello di viaggiare e fare un exchange year. Pensate un po' che io sogno questa avventura da 3 anni ormai, da quando ho finito la terza media! E questo sarà il blog di questa fantastica esperienza, che spero possa piacere a quei pochi che lo leggeranno o ci daranno ogni tanto una sbirciatina! Visto che in realtà era già da un anno che volevo aprirlo, ho scritto alcuni post con open office, ed anche se sono un po' datati ne pubblicherò comunque un paio qui.
Credo che per concludere questo primo post sia d'obbligo parlare delle caprette a stelle e strisce! Avete capito bene: caprette a stelle e strisce. No, non ho fumato origano stamattina, come direbbe una mia compagna di classe. Per spiegarvi meglio la questione però dobbiamo fare un saltino indietro a circa 2 anni fa, quando iniziai a spulciare il forum dell'anno all'estero (che consiglio a tutti quelli interessati all'argomento!) e conobbi 3 ragazze, di cui diventai subito amica tanto che facevamo lunghe chiamate su skype divertendoci un sacco. La cosa più bella era condividere tutti i dubbi, le paure e le aspettative che si hanno ancora prima di iscriversi. Tenete conto poi che le poverette si sono pure sorbite la mia mostruosa indecisione sulla destinazione vedendomi saltare come un canguro da un'opzione all'altra! Dopo neanche un anno circa una di queste sparii nel nulla, ed ancora oggi non siamo più riuscite a recuperare le sue tracce. Quindi siamo rimaste in tre. Vi presento quindi le mie due caprette: Giulia e Valeria!
Valeria è di Bressanone, 16 anni, e fra un mese parte per Scottsboro, Alabama!! Come me anche lei parte con la Wep e difatti siamo andate insieme al seminario di orientamento ad aprile. La sua host family è composta dai soli genitori più tre cani ed un gatto.
Giulia invece è di Seriate, vicino a Bergamo. Ha 18 anni e lei andrà in Wyoming, in un posto che si chiama Casper (un nome secondo me assolutamente fighissimo!!). Purtroppo non ha ancora la famiglia definitiva, ma sono sicura che prima della partenza la verrà "adottata" di sicuro! Giuly ha un blog bellissimo, vi consiglio davvero di leggerlo. Ecco qua il link ------> http://the51ststar.blogspot.it/
Proprio l'altro giorno ci siamo viste tutte e tre a Milano. All'inizio essendoci conosciute su internet sembrava un miraggio l'idea di potersi vedere sul serio, ma nella vita non si sa veramente mai quello che può capitare!
Ah, dimenticavo. Ci chiamiamo caprette a stelle e strisce perché una volta, leggendo un post sulle domande strane poste dagli americani un po' ignorantelli, ci è venuto da dire che sono proprio della capre a volte. Sì, delle capre a stelle e strisce però!
E quindi... Come? Io? Ah già! Vi ho parlato di Giulia e Valeria e delle loro destinazioni, ma non vi ho raccontato di me! Beh, per non rendere questo testo troppo lungo e per raccontarvi tutto con calma, ve lo racconterò in uno dei prossimi post!
A presto!