"E quando penso che sia finita
e' proprio allora che comincia la salita
che fantastica storia e' la vita"
Salve a tutti!
Come state? Spero che l'anno nuovo sia iniziato bene per tutti (sento gia' le bestemmie di risposta ;D).
Come al solito nelle tre settimane passate fra un post e l'altro sono successe abbastanza cose. Io ho avuto di nuovo rogne con la coordinatrice e compagnia bella, come alcuni di voi gia' sanno ed anche bene, ma non scrivero' tutta la storia qua. Sappiate solo che tutto si e' piu' o meno risolto, o almeno per me che adesso sono comunque tranquilla. A volte certe "differenze culturali" sono una gran rottura. Per fortuna non tutti gli americani sono uguali e vivono con il prosciutto* su occhi e orecchie.
Ma in fondo e' bello essere qui, pensare di essere oltreoceano ad affrontare tante cose da sola e uscirne vittoriosa, essere sempre piu' sicura di me e capace di difendermi, sapere di essere diventata tanto piu' paziente ed anche positiva. Poi con tutto il calore che ricevo dall'Italia e' impossibile stare malissimo. Ed in ogni caso ci sono sempre i miei amati Fedez e Venditti a tenermi compagnia!
La settimana scorsa noi exchange della zona ci siamo organizzati per vederci ed abbiamo passato un bel pomeriggio al mall ed ora stiamo cercando di organizzarci per vederci presto, certo trovare una soluzione per 10 persone non e' semplice. La stagione di bowling purtroppo e' finita ed ora io devo trovarmi qualcosa di nuovo da fare, perche' sarebbe un suicidio passare le giornate in casa, gia' cosi' dovermi dividere fra casa scuola e a volte bowling alley e mall non e' facile, a volte pagherei per poter fare una passeggiata ma qua non esistono neanche i marciapiedi ancora un po', ci si muove solo con la macchina. Un paio di settimane fa hanno chiuso le scuole per 3 giorni di fila per il freddo (eravamo a -28) e forse succedera' anche lunedi' perche' prevedono di nuovo temperature molto basse.
Passiamo alle mie caprette! La Vale non se la passa male e l'altra sera mi ha fatto impazzire perche' eravamo su Skype e parlavamo di cibo. Non quello che si mangia qua, dove si vive di surgelati (la sesta era glaciale in pratica). Non ci interessa quanto possiamo essere ingrassate, abbiamo gia' la lista pronta delle cibarie di cui ci riempiremo al ritorno.
La Giuly invece cambia finalmente famiglia!! La sua pazienza e' stata strabiliante e meriterebbe davvero un premio! Lunedi' si dovrebbe trasferire dalla nuova famiglia, che ha deciso di prenderla la stessa giornata che la sua coordinatrice ha iniziato a cercare famiglie disponibili. E oltre ad un premio alla pazienza la mia capretta si merita tutta la mia stima per essere uscita di scena dopo l'ultima ingiustizia (volevano obbligarla a stare tutto il giorno a sciare con la sua odiosa sorella dopo che la aveva nuovamente trattata malissimo) con la frase "io nella mia vita ho solo l'obbligo di morire, tutto il resto e' scelta mia!". Non potrei essere piu' d'accordo ed ammirarla di piu'!
Il titolo di questo post e' il titolo di una meravigliosa canzone di Venditti, e le parole all'inizio sono quelle del ritornello. Perche' le ho volute mettere nel post? Perche' credo che la vita sia una storia fantastica, nonostante tutto. E me lo avete ricordato proprio il giorno del mio compleanno, facendomi il regalo piu' bello di tutti e rendendo i miei 18 anni speciali. Sapete, ero un po' scocciata di dover festeggiare i 18 negli USA. In Italia sono un compleanno importante e si fanno le feste migliori, e' il compleanno "speciale". Io sapevo che non avrei festeggiato come fanno tutti, ed all'inizio mi dispiaceva. Pensavo "ecco come passano i miei 18: scuola-casa. Ok, tutti mi fanno gli auguri e ho finalmente mangiato una torta al cioccolato**, ma questo compleanno dovrebbe avere qualcosa di speciale".
E poi mi e' arrivato il vostro regalo. Cosi' bello che neanche nei miei sogni migliori avrei mai potuto immaginarmi di ricerverlo. Ed ancora una volta e stato dimostrato che i regali piu' belli non sono assolutamente quelli materiali.
A tutti voi che sapete di avermi mandato quel regalo stupendo non posso che dire grazie grazie grazie grazie ed ancora grazie! Ma il grazie piu' grande va a colui che ha avuto l'idea, a quell'uomo meraviglioso che e' il mio papa'!
Quando ci si sente amati cosi' tanto, quando si riceve cosi' tanto calore anche se si e' cosi' lontani, tanto da essere commossi alle lacrime, come si fa a non esclamare "che fantastica storia e' la vita!"?
p.s.: un abbraccio alla mia Romuncola che mi ricorda sempre che devo aggiornare il blog e ad Annina, che dolce com'e' l'altro giorno mi ha risollevato la giornata. Grassie belle :-*
* aaaaah non dovevo usare quella parola!! Portatemi del San Daniele, ORA!
** ed una torta al cioccolato!! Chissenfrega se non sta bene insieme al prosciutto!!
If you can dream it, you can do it!
blog di una exchange student negli USA =)
lentamente muore chi non rischia la certezza per l'incertezza di inseguire un sogno
sabato 25 gennaio 2014
martedì 31 dicembre 2013
Ultimo post del 2013!!
Zalve a tutti!!
Sembra incredibile ma il 2013 è già finito. In questo momento in Italia la gente sta già alzando i bicchieri (e il gomito) per festeggiare l'arrivo del 2014, che qua da noi che stiamo in America invece non è ancora arrivato. E voi, risparmio le parolacce, schifosi che potete bere e non avete nessuna regola che vi costringe a non bere anche se avete l'età per farlo e potete andare a ballare o fare casino, godetevele ste cose che io sono qua e non posso fare nulla. Ah, e tra parentesi tra due giorni sono maggiorenne. Tenetevi quindi pronti che il meglio sta per arrivare muahahaha!
Sono tornata ieri sera da 8 giorni nello stato di New York a casa dei nonni con tutta la famiglia. È stato davvero bello perché il posto era carinissimo e la nonna e la famiglia splendidi. Cenavamo quasi ogni sera tutti insieme ed una sera ho cucinato una carbonara per 23 persone. Fra guerre di palle di neve, competizioni di case di gingerbread e tante altre cose è stato carino. Ho preso 26 regali, tutti apprezzatissimi, ma quello più bello è quello che mi è arrivato dall'Italia da Barbara, non solo il più bello ma anche il più utile sicuramente.
Stamattina invece ero a pattinare sul ghiaccio con gli exchange della zona con i quali ho avuto la fortuna di fare amicizia. Naturalmente non so pattinare ma almeno non ho battuto il fondoschiena sul ghiaccio e stasera ci torno con la mia famiglia ospitante. Anche se ti dicono che è uguale a pattinare sui roller secondo me è più difficile, ma mi hanno aiutata e qualche miglioramento lo ho sicuramente fatto.
Stare con gli exchange mi fa stare bene perché con loro è più facile, mi diverto davvero e capisco davvero quanto sia bello sapere una lingua perché ti permette di comunicare con persone che vengono da tanti paesi diversi e ti fa tornare la voglia di viaggiare e conoscere gente nuova. Non so perché ma questa è sempre la cosa che mi piace di più: non tanto stare in mezzo a persone di un'altro paese, ma stare in mezzo a persone di tanti paesi diversi. Cioè anche stare insieme in mezzo a i "nativi" di un'altro mi piace molto, ma non quanto stare in un arcobaleno di bandiere ed in una babele di lingue. Questa è senza dubbio una delle cose più belle, emozionanti e divertenti che ci siano, e chissà se riusciurò a tirarne fuori qualcosa da questa passione. Spero proprio di sì!
Passiamo al 2014. Propositi per l'anno nuovo? Mah, mantenere quelli che avevo fatto per il 2013, 2012, 2011, 2010... Ogni anno faccio una piccola lista di propositi a dicembre ma viene inevitabilmente stracciata prima dell'arrivo dell'anno nuovo. In fondo sta cosa dei buoni proposito è una menata, se si vuole davvero cambiare qualcosa e migliorare lo si deve cercare di fare da subito (così parlo Sua Nobilissima Pigrizia Suprema che rimanda sempre quasi tutto per mancanza di voglia hahaha!).
Però un augurio lo voglio fare. Una cosa semplice semplice, senza troppe pretese.
Spero che questo nuovo anno sia per voi tutti un anno pieno di nuove esperienze, avventure, sorprese e sogni che si realizzano. Divertitevi, fate casino, viaggiate, amate e vivete liberi. Cambiate ciò che non vi piace, vivete al massimo e sorridete e ridete quanto più potete, abbiate il coraggio di fare ciò che volete fare, credete in voi stessi. Non è così difficile quanto sembra!
BUON 2014 A TUTTI!!!
Bevete, fate casino e spaccate i culi anche per me!!!
Con affetto, la vostra exchange italiana triestina europea capretta a stelle e strisce oltreoceano
Federica
martedì 10 dicembre 2013
Aggiornamento&stereotipi sugli americani
Salve!
Come state popolo di internet? Io bene, ho da poco finito di impacchettare tutti i regali di Natale da spedire in Italia e sono cosi' tanti che ne ero sommersa. Ho fatto del mio meglio per impacchettare tutto, spero che il risultato non sembri cosi' terribile.
A scuola ho iniziato il secondo quadrimestre e sono contenta di aver cambiato qualche materia specie perche' cosi' ora posso dilettarmi con la ceramica (e la ruota e' davvero lo strumento del diavolo all'inizio), il prof di arte e' molto simpatico e ogni mattina prepara il caffe' per gli studenti che possono prendersene quanto vogliono, ed io ho pure la fortuna di essere alla prima ora. Non come in Italia dove i professori se ti vedono anche solo con uno di quei microscopici bicchierini di plastica della macchinetta del caffe', magari pure mezzo vuoto, si credono divertenti a sfoggiare la classica battuta "vuoi anche una brioche? Guarda che non siamo mica al bar!" (si ma a me si chiudono gli occhi perche' ho passato la notte in bianco a studiare la tua e altre materie, percio' vedi di star zitto/a e lasciarmi bere 'sto caffe' che se no collasso!!).
Sono molto soddisfatta dei progressi che ho fatto a bowling e mi diverto tantissimo con i miei compagni di squadra, ancora di piu' ora che sono al loro livello e alle partite facciamo fuoco e fiamme!
Con la famiglia va tutto bene, ora li conosco di piu', conosco un po' i loro problemi ed essendo esterna alla famiglia vedo anche quelli che sono i loro punti deboli, perche' ovviamente non sono perfetti e sono lontani culturalmente da me.
E proprio dal fatto che ogni giorno che passa vedo sempre piu' chiaramente le mille differenze che ci sono fra americani ed europei ed anche fra americani ed italiani mi e' venuto in mente di creare questo post.
Facciamo prima una bella premessa pero': gli americani sono, come qualunque altro popolo, diversi da noi italiani. Diversi. Sottolineamolo con l'evidenziatore rosa shocking che tanto piace a noi studenti. Questo vuol dire che non sono ne' migliori ne' peggiori e che tutti quelli che hanno vissuto negli States, e non parlo solo di exchange students, possono avere le proprie opinioni che possono essere divergenti, e gli stereotipi possono essere considerati veri o falsi.
Seconda cosa: gli States hanno un territorio enorme e gli americani vivono o nelle metropoli e nelle grandi citta' o nel countryside, e la differenza di stile di vita e' decisamente piu' grande della differenza che puo' esserci fra chi in Italia abita in grandi citta' e chi in paesi. Inoltre ci sono differenze anche fra i vari stati, percio' la morale e' questa: non facciamo di tutta l'erba un fascio, io ora voglio solo mostrare cosa io vedo con i miei occhi e cosa ho imparato dalla mia esperienza, che puo' essere molto diversa da quella di qualunque altro italiano o europeo che ora si trova qui.
Gli americani son tutti obesi
Non e' da ignorare che l'America e' il paese che al mondo ha la maggior percentuale di persone obese. In effetti qui l'obesita' e' un problema piu' di quanto non lo sia in altre parti del mondo, ma dire che gli americani son tutti obesi e' un'esagerazione, perche' molti di loro ci tengono a mangiare "bene" e amano fare sport, tanto che a se alle superiori si fa parte di una squadra ci si allena ogni giorno. Certo pero' questo e' l'unico posto dove vedrete spesso gente cosi' grassa da non riuscire a camminare. Parte secondo me e' anche dovuta al fatto che ci sono una marea di fast food diversi ovunque, e il McDonald's e il Burger King, dove noi andiamo quando abbiamo voglia di farci del male, qua non sono i peggiori.
Il cibo in America non e' buono
Il cibo Americano non e' buono come la cucina italiana o francese o cinese, su questo purtroppo non ci piove. Se doveste scegliere in quale paese andare in base alla sua cucina di certo non scegliereste gli Stati Uniti, e fate bene. Cio' non toglie che in grandi e piccole citta' ci siano ristoranti dove cucinano piatti molto buoni, ma se parliamo di quello che mangia una famiglia media americana a casa lo sterotipo non si riesce ad abbattere piu' di tanto. Sono appassionati di surgelati e frutta e verdure in busta (e' stato agghiacciante vedere la mela tagliata a fette ed imbustata o il grappolo d'uva sotto plastica) e per uno straniero le cose hanno poco gusto e non particolarmente entusiasmante. Poi chissa', magari un americano in vacanza potrebbe trovare pessimo il cibo europeo.
Gli americani sono individualisti
Gli americani sono piu' che individualisti. Sono forse il popolo piu' individualista del mondo e lo ammetto loro stessi. Non voglio addentrarmi piu' di tanto nell'argomento perche' richiederebbe troppo tempo, percio' aggiungo solo che per noi italiani (ma anche per molti europei in generale) e' difficile fare amicizia con gli americani. E molto anche.
Gli americani sono ignoranti
Luogo cumune, anzi comunissimo, sugli americani e' che sono ignoranti. Sarebbe sbagliato definire un intero popolo ignorante, diciamo piuttosto che molti hanno una bassa cultura generale, ma magari un'alta specializzazione. Parte sara' il sistema scolastico, parte sara' la cultura, chissa'! Fatto sta che in media leggono molto meno di noi (non ho mai messo piede in una casa in cui ci fossero libri in bella vista) e riescono a fuoriuscirsene con certe perle di saggezza che non sai se ridere o piangere, ed hanno problemi specialmente con la storia, la geografia e quello che sta al di fuori degli States (gioite, sto progettando di raccogliere un po' di assurdita' e farci un post al riguardo)
Attenzione pero', ignorante non significa stupido!
Gli americani sono egocentrici
Gli americani non sono tutti fissati con il loro paese ne' tutti pensano di essere i migliori del mondo, e tantomeno sono tutti chiusi e bigotti. Come in ogni popolo ci sono persone chiuse che credono di essere i migliori o caput mundi e ci sono quelli che invece sono aperti e riconoscono cose belle e debolezze del proprio paese. Gli stereotipi pero' non nascono dal nulla... Gli americani sono un popolo orgolioso, e lo dimostrano per esempio suonando l'inno a scuola due volte a settimana (qua da me, ma ci sono scuole in cui lo suonano ogni giorno o mai) o prima di ogni partita, e questa puo' essere sicuramente una cosa bella. D'altra parte pero' si spingono un po' oltre quello che potrebbe essere considerate il limite dell'egocentrismo e molti pensano davvero che gli Stati Uniti siano il paese migliore del mondo e riescono ad essere presuntuosi anche con gli stranieri. Questo spiega anche perche' tanti vogliono arruolarsi nell'esercito ed essere militare e' una cosa molto piu' comune qua che da noi. Non mio addentro ovviamente in riflessioni politiche, pero' la mia opinione e' che questa cosa dopo un po' sia un po' malata. Questo avere bandiere ovunque, quest'ignoranza su tutto cio' che sta fuori... c'e' qualcosa che non va. Certo da una parte per loro non e' facile come per noi andare in un'altro paese, se ci pensate un volo intercontinentale costicchia. Dall'altra pero' non e' una buona ragione per ignorare tutto quello che sta fuori e poi in realta' la possibilita' di viaggiare senza attraversare l'oceano ce l'hanno, e si chiama Canada e Sudamerica.
Visto che il post sta diventando un papiro penso che andro' a nanna, spero che quello che ho scritto vi abbia fatto vedere da un altro punto di vista i principali stereotipi sugli americani :)
Buonanotte!
Come state popolo di internet? Io bene, ho da poco finito di impacchettare tutti i regali di Natale da spedire in Italia e sono cosi' tanti che ne ero sommersa. Ho fatto del mio meglio per impacchettare tutto, spero che il risultato non sembri cosi' terribile.
A scuola ho iniziato il secondo quadrimestre e sono contenta di aver cambiato qualche materia specie perche' cosi' ora posso dilettarmi con la ceramica (e la ruota e' davvero lo strumento del diavolo all'inizio), il prof di arte e' molto simpatico e ogni mattina prepara il caffe' per gli studenti che possono prendersene quanto vogliono, ed io ho pure la fortuna di essere alla prima ora. Non come in Italia dove i professori se ti vedono anche solo con uno di quei microscopici bicchierini di plastica della macchinetta del caffe', magari pure mezzo vuoto, si credono divertenti a sfoggiare la classica battuta "vuoi anche una brioche? Guarda che non siamo mica al bar!" (si ma a me si chiudono gli occhi perche' ho passato la notte in bianco a studiare la tua e altre materie, percio' vedi di star zitto/a e lasciarmi bere 'sto caffe' che se no collasso!!).
Sono molto soddisfatta dei progressi che ho fatto a bowling e mi diverto tantissimo con i miei compagni di squadra, ancora di piu' ora che sono al loro livello e alle partite facciamo fuoco e fiamme!
Con la famiglia va tutto bene, ora li conosco di piu', conosco un po' i loro problemi ed essendo esterna alla famiglia vedo anche quelli che sono i loro punti deboli, perche' ovviamente non sono perfetti e sono lontani culturalmente da me.
E proprio dal fatto che ogni giorno che passa vedo sempre piu' chiaramente le mille differenze che ci sono fra americani ed europei ed anche fra americani ed italiani mi e' venuto in mente di creare questo post.
Facciamo prima una bella premessa pero': gli americani sono, come qualunque altro popolo, diversi da noi italiani. Diversi. Sottolineamolo con l'evidenziatore rosa shocking che tanto piace a noi studenti. Questo vuol dire che non sono ne' migliori ne' peggiori e che tutti quelli che hanno vissuto negli States, e non parlo solo di exchange students, possono avere le proprie opinioni che possono essere divergenti, e gli stereotipi possono essere considerati veri o falsi.
Seconda cosa: gli States hanno un territorio enorme e gli americani vivono o nelle metropoli e nelle grandi citta' o nel countryside, e la differenza di stile di vita e' decisamente piu' grande della differenza che puo' esserci fra chi in Italia abita in grandi citta' e chi in paesi. Inoltre ci sono differenze anche fra i vari stati, percio' la morale e' questa: non facciamo di tutta l'erba un fascio, io ora voglio solo mostrare cosa io vedo con i miei occhi e cosa ho imparato dalla mia esperienza, che puo' essere molto diversa da quella di qualunque altro italiano o europeo che ora si trova qui.
Gli americani son tutti obesi
Non e' da ignorare che l'America e' il paese che al mondo ha la maggior percentuale di persone obese. In effetti qui l'obesita' e' un problema piu' di quanto non lo sia in altre parti del mondo, ma dire che gli americani son tutti obesi e' un'esagerazione, perche' molti di loro ci tengono a mangiare "bene" e amano fare sport, tanto che a se alle superiori si fa parte di una squadra ci si allena ogni giorno. Certo pero' questo e' l'unico posto dove vedrete spesso gente cosi' grassa da non riuscire a camminare. Parte secondo me e' anche dovuta al fatto che ci sono una marea di fast food diversi ovunque, e il McDonald's e il Burger King, dove noi andiamo quando abbiamo voglia di farci del male, qua non sono i peggiori.
Il cibo in America non e' buono
Il cibo Americano non e' buono come la cucina italiana o francese o cinese, su questo purtroppo non ci piove. Se doveste scegliere in quale paese andare in base alla sua cucina di certo non scegliereste gli Stati Uniti, e fate bene. Cio' non toglie che in grandi e piccole citta' ci siano ristoranti dove cucinano piatti molto buoni, ma se parliamo di quello che mangia una famiglia media americana a casa lo sterotipo non si riesce ad abbattere piu' di tanto. Sono appassionati di surgelati e frutta e verdure in busta (e' stato agghiacciante vedere la mela tagliata a fette ed imbustata o il grappolo d'uva sotto plastica) e per uno straniero le cose hanno poco gusto e non particolarmente entusiasmante. Poi chissa', magari un americano in vacanza potrebbe trovare pessimo il cibo europeo.
Gli americani sono individualisti
Gli americani sono piu' che individualisti. Sono forse il popolo piu' individualista del mondo e lo ammetto loro stessi. Non voglio addentrarmi piu' di tanto nell'argomento perche' richiederebbe troppo tempo, percio' aggiungo solo che per noi italiani (ma anche per molti europei in generale) e' difficile fare amicizia con gli americani. E molto anche.
Gli americani sono ignoranti
Luogo cumune, anzi comunissimo, sugli americani e' che sono ignoranti. Sarebbe sbagliato definire un intero popolo ignorante, diciamo piuttosto che molti hanno una bassa cultura generale, ma magari un'alta specializzazione. Parte sara' il sistema scolastico, parte sara' la cultura, chissa'! Fatto sta che in media leggono molto meno di noi (non ho mai messo piede in una casa in cui ci fossero libri in bella vista) e riescono a fuoriuscirsene con certe perle di saggezza che non sai se ridere o piangere, ed hanno problemi specialmente con la storia, la geografia e quello che sta al di fuori degli States (gioite, sto progettando di raccogliere un po' di assurdita' e farci un post al riguardo)
Attenzione pero', ignorante non significa stupido!
Gli americani sono egocentrici
Gli americani non sono tutti fissati con il loro paese ne' tutti pensano di essere i migliori del mondo, e tantomeno sono tutti chiusi e bigotti. Come in ogni popolo ci sono persone chiuse che credono di essere i migliori o caput mundi e ci sono quelli che invece sono aperti e riconoscono cose belle e debolezze del proprio paese. Gli stereotipi pero' non nascono dal nulla... Gli americani sono un popolo orgolioso, e lo dimostrano per esempio suonando l'inno a scuola due volte a settimana (qua da me, ma ci sono scuole in cui lo suonano ogni giorno o mai) o prima di ogni partita, e questa puo' essere sicuramente una cosa bella. D'altra parte pero' si spingono un po' oltre quello che potrebbe essere considerate il limite dell'egocentrismo e molti pensano davvero che gli Stati Uniti siano il paese migliore del mondo e riescono ad essere presuntuosi anche con gli stranieri. Questo spiega anche perche' tanti vogliono arruolarsi nell'esercito ed essere militare e' una cosa molto piu' comune qua che da noi. Non mio addentro ovviamente in riflessioni politiche, pero' la mia opinione e' che questa cosa dopo un po' sia un po' malata. Questo avere bandiere ovunque, quest'ignoranza su tutto cio' che sta fuori... c'e' qualcosa che non va. Certo da una parte per loro non e' facile come per noi andare in un'altro paese, se ci pensate un volo intercontinentale costicchia. Dall'altra pero' non e' una buona ragione per ignorare tutto quello che sta fuori e poi in realta' la possibilita' di viaggiare senza attraversare l'oceano ce l'hanno, e si chiama Canada e Sudamerica.
Visto che il post sta diventando un papiro penso che andro' a nanna, spero che quello che ho scritto vi abbia fatto vedere da un altro punto di vista i principali stereotipi sugli americani :)
Buonanotte!
venerdì 22 novembre 2013
I miei primi 100 giorni negli States e la prima nevicata
Hey guys!
Come state? Io bene, solo un po' addormentata perché ieri sera sono andata a letto un po' più tardi del solito. Motivo? Ho ricominciato a frequentare un po' il forum dell'anno all'estero ed ho riletto i miei vecchi post sul blog, rendendomi conto che, al contrario di quanto pensassi, le mie aspettative non sono state per niente tradite. Un po' è stato il periodaccio avuto con la famiglia sbagliata, un po' forse tutte le cose nuove che ho trovato qua e delle quali all'inizio non ero del tutto convinta, ma mi sa che avevo un po' perso di vista il mio sogno. Forse mi sono dimenticata un po' cosa mi ha spinta a partire e quanto di speciale ha per me questa esperienza, ma ieri mi sono finalmente ricordata che bisogna guardare oltre tutto quello che facciamo quotidianamente, nel senso di capire che un significato c'è, e vedere che ogni giorno vale davvero la pena di essere vissuto, qui come in Italia.
Inoltre ho anche letto gli ultimi post della Giuly e mi sono accorta che qua c'è da festeggiare i miei primi 100 giorni in America!! In realtà si festeggiavano ieri, ma ieri sera davanti al pc dopo aver studiato fisica ero troppo rincitrullita ed ho pensato fosse oggi perchè ho contato agosto con 30 giorni invece che 31 (non sono completamente andata, sia chiaro eh). Quindi... Evviva i miei primi 100 giorni in America, e speriamo che i prossimi 100 siano 100 volte migliori, se possibile!
Come la Giuly, anche io sono convinta di non essere più la stessa persona che ero solo 100 giorni fa e di aver imparato tante cose... E chissà come sarò fra 100 giorni e poi alla fine dell'exchange... Chi vivrà vedrà!
E quale modo migliore per festeggiare se non alzandosi e scoprire che c'è stata la prima nevicata della stagione? Ora la neve si è già quasi tutta sciolta, ma sono sicura che fra non troppo nevicherà di nuovo.
By the way, ora che ci penso sono molto soddisfatta del fatto che sto provando tante cose nuove qua negli States, un po' perchė ci sono tante più possibilità un po' perché anche io ho più voglia di scoprire e provare. Sono nel team di bowling della scuola, ho tinto i capelli di rosso (anche se con mio grande disappunto ora non sono più tanto rossi), ho preso classi di scultura e ceramica e officina i prossimi trimestri, ho iniziato a bruciare incenso camera e oggi la exchange pakistana di scuola mia mi ha fatto un tatuaggio all'hennė sulla mano (si sa che sono appassionata di tatuaggi).
Ah, la mia nuova famiglia è semplicemente meravigliosa!! Mi sento a casa e mi sento amata. Sono persone sensibili, affettuose e rispettano i loro valori cosi' come quelli degli altri,, sono aperti ed i genitori hanno messo anima e corpo nell'eduazione dei figli, che difatti sono ottime persone. In questa casa c'e' liberta' di parola e di avere le proprie opinioni ed e' vietato essere aggressivi e maleducati. Li adoro tutti ed anche se di solito non vado matta per i bambini adoro la piccola!! Mi riepiono di abbracci, baci e attenzioni, ed io per tutti loro provo tanto rispetto. Condividere la camera si e' rivelato semplicissimo ed anzi la abbiamo gia' arredata insieme con le luci e le decorazioni di Natale, anche se mi sa che aggiungeremo ancora qualcosa.
Per finire vorrei dire una cosa a voi tutti che siete in Italia, una cosa che volevo dire da tempo ma di cui mi sono ricordata perche' anche la Giuly la ha detta.
Lo so che l'Italia e' in una brutta situazione, che non c'e' la lavoro, che abbiamo troppi politici di merda, che cercano di rincretinirci distruggendo la scuola e tentando di farci imbambolare davanti alla tv a guardare tette culi e cazzate varie, che all'estero spesso ci dipingono come chiassosi e maleducati, ma una cosa la dovete sapere:
L'Italia e' bellissima.
Voi forse non lo sapete, perche' forse bisogna vederla da fuori per rendersene conto. Abbiamo tutto: paesaggi e citta' bellissime, piene di arte, storia e cultura dietro ogni angolo, siamo europei, e siamo un popolo affettuoso e pieno di calore e...semplicemente pieno. Gente di merda dite voi? Beh, allora cercate di guardarvi meglio intorno, perche' "al contrario di quanto vogliono farci credere, di persone belle e' pieno il mondo" come dice Jonlooker. E se pensate che gli altri stati siano migliori, se pensate che gli States siano il paese migliore del mondo e che sia un paradiso, non siete per niente realistici perche' tutti hanno i loro problemi e l'America non e' cio' che credete, non e' cio' che vi mostrano alla tv, hanno tanti problemi che noi non abbiamo e la gente non e' migliore. E' diversa. Per alcune cose siamo meglio noi, per altre meglio loro. Ma non sono migliori di noi in assoluto e noi non siamo merde, ricordatevelo bene. Viaggiare e muoversi e'una delle cose piu' belle da fare in questa vita e apre tante porte e regala tante possibilita', ma non fuggite. Io sono orgogliosa di essere italiana, sono orgogliosa della mia cultura! Non si puo' vivere vedendo solo i difetti e dimenticandosi delle tante cose belle e buone che abbiamo, sia come persone che come popolo, e sicuramente non sara' odiando il vostro paese che lo renderete migliore.
Amate la vostra cultura e siate aperti e rispettosi verso tutte le altre, perche' tutte hanno qualcosa di magico e splendido, e' questo che rende il mondo "bello perche' vario". Non dimenticatevene mai!!
Come state? Io bene, solo un po' addormentata perché ieri sera sono andata a letto un po' più tardi del solito. Motivo? Ho ricominciato a frequentare un po' il forum dell'anno all'estero ed ho riletto i miei vecchi post sul blog, rendendomi conto che, al contrario di quanto pensassi, le mie aspettative non sono state per niente tradite. Un po' è stato il periodaccio avuto con la famiglia sbagliata, un po' forse tutte le cose nuove che ho trovato qua e delle quali all'inizio non ero del tutto convinta, ma mi sa che avevo un po' perso di vista il mio sogno. Forse mi sono dimenticata un po' cosa mi ha spinta a partire e quanto di speciale ha per me questa esperienza, ma ieri mi sono finalmente ricordata che bisogna guardare oltre tutto quello che facciamo quotidianamente, nel senso di capire che un significato c'è, e vedere che ogni giorno vale davvero la pena di essere vissuto, qui come in Italia.
Inoltre ho anche letto gli ultimi post della Giuly e mi sono accorta che qua c'è da festeggiare i miei primi 100 giorni in America!! In realtà si festeggiavano ieri, ma ieri sera davanti al pc dopo aver studiato fisica ero troppo rincitrullita ed ho pensato fosse oggi perchè ho contato agosto con 30 giorni invece che 31 (non sono completamente andata, sia chiaro eh). Quindi... Evviva i miei primi 100 giorni in America, e speriamo che i prossimi 100 siano 100 volte migliori, se possibile!
Come la Giuly, anche io sono convinta di non essere più la stessa persona che ero solo 100 giorni fa e di aver imparato tante cose... E chissà come sarò fra 100 giorni e poi alla fine dell'exchange... Chi vivrà vedrà!
E quale modo migliore per festeggiare se non alzandosi e scoprire che c'è stata la prima nevicata della stagione? Ora la neve si è già quasi tutta sciolta, ma sono sicura che fra non troppo nevicherà di nuovo.
By the way, ora che ci penso sono molto soddisfatta del fatto che sto provando tante cose nuove qua negli States, un po' perchė ci sono tante più possibilità un po' perché anche io ho più voglia di scoprire e provare. Sono nel team di bowling della scuola, ho tinto i capelli di rosso (anche se con mio grande disappunto ora non sono più tanto rossi), ho preso classi di scultura e ceramica e officina i prossimi trimestri, ho iniziato a bruciare incenso camera e oggi la exchange pakistana di scuola mia mi ha fatto un tatuaggio all'hennė sulla mano (si sa che sono appassionata di tatuaggi).
Ah, la mia nuova famiglia è semplicemente meravigliosa!! Mi sento a casa e mi sento amata. Sono persone sensibili, affettuose e rispettano i loro valori cosi' come quelli degli altri,, sono aperti ed i genitori hanno messo anima e corpo nell'eduazione dei figli, che difatti sono ottime persone. In questa casa c'e' liberta' di parola e di avere le proprie opinioni ed e' vietato essere aggressivi e maleducati. Li adoro tutti ed anche se di solito non vado matta per i bambini adoro la piccola!! Mi riepiono di abbracci, baci e attenzioni, ed io per tutti loro provo tanto rispetto. Condividere la camera si e' rivelato semplicissimo ed anzi la abbiamo gia' arredata insieme con le luci e le decorazioni di Natale, anche se mi sa che aggiungeremo ancora qualcosa.
Per finire vorrei dire una cosa a voi tutti che siete in Italia, una cosa che volevo dire da tempo ma di cui mi sono ricordata perche' anche la Giuly la ha detta.
Lo so che l'Italia e' in una brutta situazione, che non c'e' la lavoro, che abbiamo troppi politici di merda, che cercano di rincretinirci distruggendo la scuola e tentando di farci imbambolare davanti alla tv a guardare tette culi e cazzate varie, che all'estero spesso ci dipingono come chiassosi e maleducati, ma una cosa la dovete sapere:
L'Italia e' bellissima.
Voi forse non lo sapete, perche' forse bisogna vederla da fuori per rendersene conto. Abbiamo tutto: paesaggi e citta' bellissime, piene di arte, storia e cultura dietro ogni angolo, siamo europei, e siamo un popolo affettuoso e pieno di calore e...semplicemente pieno. Gente di merda dite voi? Beh, allora cercate di guardarvi meglio intorno, perche' "al contrario di quanto vogliono farci credere, di persone belle e' pieno il mondo" come dice Jonlooker. E se pensate che gli altri stati siano migliori, se pensate che gli States siano il paese migliore del mondo e che sia un paradiso, non siete per niente realistici perche' tutti hanno i loro problemi e l'America non e' cio' che credete, non e' cio' che vi mostrano alla tv, hanno tanti problemi che noi non abbiamo e la gente non e' migliore. E' diversa. Per alcune cose siamo meglio noi, per altre meglio loro. Ma non sono migliori di noi in assoluto e noi non siamo merde, ricordatevelo bene. Viaggiare e muoversi e'una delle cose piu' belle da fare in questa vita e apre tante porte e regala tante possibilita', ma non fuggite. Io sono orgogliosa di essere italiana, sono orgogliosa della mia cultura! Non si puo' vivere vedendo solo i difetti e dimenticandosi delle tante cose belle e buone che abbiamo, sia come persone che come popolo, e sicuramente non sara' odiando il vostro paese che lo renderete migliore.
Amate la vostra cultura e siate aperti e rispettosi verso tutte le altre, perche' tutte hanno qualcosa di magico e splendido, e' questo che rende il mondo "bello perche' vario". Non dimenticatevene mai!!
giovedì 7 novembre 2013
I'm back!!
Zalve popolo di internet!
Solo ora ho realizzato che l'ultimo post risale a fine settembre e che quindi non ho scritto niente per tutto ottobre. So che per qualcuno e' un po' come se avessi fatto puff in una nuvoletta rosa, ma adesso vi spieghero' perche'. Prima pero' mi devo scusare pubblicamente con la mia amica Romina per non aver aggiornato il blog per tanto tempo (si e' tanto arrabbiata...). Contenta adesso, crosta?
Dunque! La mia (im)perdonabile assenza purtroppo e' stata dovuta al fatto che ho avuto un mese abbastanza schifosetto che pero' si e' concluso con un lieto fine, cioe' un cambio di famiglia. Per chi non lo sapesse, questa e' una cosa in realta' piuttosto comune fra gli exchange, quindi non c'e' di sicuro da allarmarsi, anzi e' un'ottima cosa, perche' sicuramente le cose ora cambieranno e sicuramente miglioreranno.
Non voglio addentrarmi troppo nella faccenda (non perche' la cosa mi ferisca o abbia paura di esprimere le mie opinioni, ma perche' mi sembra scorretto parlare alle spalle della gente su internet), ma se fossi politicamente corretta direi che la colpa e' di tutti e di nessuno, che non era la famiglia per me e che e' stato semplicemente un abbinamento sbagliato. In realta' non credo sia andata proprio cosi' e non credo proprio che la colpa fosse per meta' mia e meta' loro, ma va beh. E credo che nella maggior parte dei casi la colpa sia di chi ospita e non di chi viene ospitato, perche' noi arriviamo con le migliori intenzioni e ce la mettiamo tutta, e mentre noi siamo pronti per partire spesso certe famiglie non sono pronte per ospitare e non sono molto aperte. Da qui la famosa domanda "e allora perche' cavolo ospitano?". Prendersi uno studente in casa non e' mica come adottare un cane, al quale dai un tetto, pasti caldi e lo sgridi se fa qualcosa che non ti piace perche' si deve comportare come vuoi tu.
Se quella del cambio di famiglia e' la buona notizia, adesso arriva la notizia super buona. Fra meno di 24 ore saro' nella nuova famiglia!! Devo ammettere che ho avuto tanta fortuna perche' rischiavo seriamente di cambiare scuola, citta' e anche stato, ma c'e' una ragazza a scuola, con cui ho legato e di cui sono diventata amica, che appena l'ha saputo mi ha risposto chiedendomi "ok, cosa dobbiamo fare per averti?" e nel giro di mezza giornata avevo gia' la famiglia nuova. Ma vi rendete conto? Questo e' un gesto bellissimo a pensarci bene!! Ma la mia fortuna non finisce qui: tutti quelli a cui l'ho detto a scuola, alunni ed insegnanti, mi hanno detto pieni di entusiasmo che quella e' una famiglia bellissima e che mi trovero' sicuramente benissimo. E se da una parte penso "ma perche' sono stata cosi' scema da soffrire e non cambiare prima?" dall'altra mi rendo conto che se avessi cambiato prima forse io e la mia amica non saremmo state abbastanza "close" perche' lei mi ospitasse. Forse e' solo il modo in cui le cose devono andare, e sul destino a volte e' meglio non metter becco. E penso che la cosa sia ancora piu' positiva poiche' la mia nuova famiglia e' nuova in tutti i sensi, cioe' e' una famiglia grande grande e con due genitori. Volete sapere quanti sono? Otto!! Io che sono figlia unica ed abituata ormai a vivere con un genitore solo pero' non posso fare a meno di pensare "che bello!". Dunque: padre di 50 anni, madre di 43, quattro sorelle, eta' 19, 17, 13 e 9 (la piu' grande pero' e' gia' fuori casa e c'e' due weekend al mese), due fratelli, eta' 15 e 11, e cagnolino. Splendido no? La casa e' ovviamente grande ed e' la classica casa americana che da sulla strada, con piccolo vialetto e praticello davanti. Condividero' la camera con la mia amica (17 anni come me) ed ho quasi finito di impacchettare tutta la mia roba, che ovviamente non stava tutta nelle valigie perche' ho comprato tanti vestiti nuovi. Qualcuno al posto mio si domanderebbe come fare a giugno, ma al momento questo e' completamente out of my mind.
Quindi domani nuovo inizio, nuovo giorno, nuova vita. Mi sembra quasi che il mio exchange year inizi davvero solo domani, cosi' come dovrebbe essere: un anno difficile ma splendido. La parte difficile la ho gia' vista, ora tocca a quella splendida. Famiglia migliore, umore migliore, vita migliore, sogno che si realizza appieno.
Quindi....let's go!!
p.s.: domani e' l'international hug an exchange student day!! Ovviamente si accettano anche a distanza e virtualmente :) Inoltre prometto che cerchero' di aggiornare il blog piu' spesso e con piu' regolarita', parola di giovane marmotta!
And by the way, ho scoperto che mi daranno il diploma!! Sono stra felice soprattutto perche' e' una cosa che capita molto raramente per noi exchange!!
Solo ora ho realizzato che l'ultimo post risale a fine settembre e che quindi non ho scritto niente per tutto ottobre. So che per qualcuno e' un po' come se avessi fatto puff in una nuvoletta rosa, ma adesso vi spieghero' perche'. Prima pero' mi devo scusare pubblicamente con la mia amica Romina per non aver aggiornato il blog per tanto tempo (si e' tanto arrabbiata...). Contenta adesso, crosta?
Dunque! La mia (im)perdonabile assenza purtroppo e' stata dovuta al fatto che ho avuto un mese abbastanza schifosetto che pero' si e' concluso con un lieto fine, cioe' un cambio di famiglia. Per chi non lo sapesse, questa e' una cosa in realta' piuttosto comune fra gli exchange, quindi non c'e' di sicuro da allarmarsi, anzi e' un'ottima cosa, perche' sicuramente le cose ora cambieranno e sicuramente miglioreranno.
Non voglio addentrarmi troppo nella faccenda (non perche' la cosa mi ferisca o abbia paura di esprimere le mie opinioni, ma perche' mi sembra scorretto parlare alle spalle della gente su internet), ma se fossi politicamente corretta direi che la colpa e' di tutti e di nessuno, che non era la famiglia per me e che e' stato semplicemente un abbinamento sbagliato. In realta' non credo sia andata proprio cosi' e non credo proprio che la colpa fosse per meta' mia e meta' loro, ma va beh. E credo che nella maggior parte dei casi la colpa sia di chi ospita e non di chi viene ospitato, perche' noi arriviamo con le migliori intenzioni e ce la mettiamo tutta, e mentre noi siamo pronti per partire spesso certe famiglie non sono pronte per ospitare e non sono molto aperte. Da qui la famosa domanda "e allora perche' cavolo ospitano?". Prendersi uno studente in casa non e' mica come adottare un cane, al quale dai un tetto, pasti caldi e lo sgridi se fa qualcosa che non ti piace perche' si deve comportare come vuoi tu.
Se quella del cambio di famiglia e' la buona notizia, adesso arriva la notizia super buona. Fra meno di 24 ore saro' nella nuova famiglia!! Devo ammettere che ho avuto tanta fortuna perche' rischiavo seriamente di cambiare scuola, citta' e anche stato, ma c'e' una ragazza a scuola, con cui ho legato e di cui sono diventata amica, che appena l'ha saputo mi ha risposto chiedendomi "ok, cosa dobbiamo fare per averti?" e nel giro di mezza giornata avevo gia' la famiglia nuova. Ma vi rendete conto? Questo e' un gesto bellissimo a pensarci bene!! Ma la mia fortuna non finisce qui: tutti quelli a cui l'ho detto a scuola, alunni ed insegnanti, mi hanno detto pieni di entusiasmo che quella e' una famiglia bellissima e che mi trovero' sicuramente benissimo. E se da una parte penso "ma perche' sono stata cosi' scema da soffrire e non cambiare prima?" dall'altra mi rendo conto che se avessi cambiato prima forse io e la mia amica non saremmo state abbastanza "close" perche' lei mi ospitasse. Forse e' solo il modo in cui le cose devono andare, e sul destino a volte e' meglio non metter becco. E penso che la cosa sia ancora piu' positiva poiche' la mia nuova famiglia e' nuova in tutti i sensi, cioe' e' una famiglia grande grande e con due genitori. Volete sapere quanti sono? Otto!! Io che sono figlia unica ed abituata ormai a vivere con un genitore solo pero' non posso fare a meno di pensare "che bello!". Dunque: padre di 50 anni, madre di 43, quattro sorelle, eta' 19, 17, 13 e 9 (la piu' grande pero' e' gia' fuori casa e c'e' due weekend al mese), due fratelli, eta' 15 e 11, e cagnolino. Splendido no? La casa e' ovviamente grande ed e' la classica casa americana che da sulla strada, con piccolo vialetto e praticello davanti. Condividero' la camera con la mia amica (17 anni come me) ed ho quasi finito di impacchettare tutta la mia roba, che ovviamente non stava tutta nelle valigie perche' ho comprato tanti vestiti nuovi. Qualcuno al posto mio si domanderebbe come fare a giugno, ma al momento questo e' completamente out of my mind.
Quindi domani nuovo inizio, nuovo giorno, nuova vita. Mi sembra quasi che il mio exchange year inizi davvero solo domani, cosi' come dovrebbe essere: un anno difficile ma splendido. La parte difficile la ho gia' vista, ora tocca a quella splendida. Famiglia migliore, umore migliore, vita migliore, sogno che si realizza appieno.
Quindi....let's go!!
p.s.: domani e' l'international hug an exchange student day!! Ovviamente si accettano anche a distanza e virtualmente :) Inoltre prometto che cerchero' di aggiornare il blog piu' spesso e con piu' regolarita', parola di giovane marmotta!
And by the way, ho scoperto che mi daranno il diploma!! Sono stra felice soprattutto perche' e' una cosa che capita molto raramente per noi exchange!!
venerdì 27 settembre 2013
Un po' di cose belle dell'America
Quando vi dicono che domani e' un altro giorno, non dovete pensare che sia solo una frase fatta o che non ci sia un giorno migliore.
Io ieri ed i giorni scorsi mi sentivo abbastanza uno schifo e mi sembrava di avere il mondo contro, ma oggi sono di ottimo umore e non credo di avere un motivo particolare, ma ci si sente molto meglio ad essere positivi. E poi la giornata inizia sempre bene se ti svegli presto per scriverti con qualche compagna di classe italiana, per non parlare di quando ti mandano pure una foto o ti riempiono di domande :)
Oggi era l'ultimo giorno della homecoming week!! Ma cos'e' la homecoming week? E' una settimana, una delle prime dell'anno scolastico, durante la quale i corridoi della scuola sono pieni di decorazioni ed ogni giorno ci si puo' vestire in modo diverso. Lunedi' era il fake injury day per esempio, e martedi' i seniors si dovevano vestire da vecchi (mi vergogno anche solo delle foto haha) ed i freshman andavano in giro addirittura con pigiamone e orsacchiotto, anche se i meglio erano quelli con il pannolone!! E stasera si va a vedere la partita di football e domani homecoming ball!
E stamattina le lezioni sono durate 27 minuti ciascuna cosi per le 10:15 eravamo tutti in una delle 3 palestre, la piu' grande e bella, dove la banda suonava e poi sia le cheerleaders che un gruppo di seniors hanno ballato, dopo aver vinto la gara di tiro alla fune contro alcuni prof. Questi ultimi secondo me si sono meritati tutti gli applausi che hanno ricevuto per il ballo che hanno fatto. Perche' si', qua i prof sono piu' giovani e meno seri e noiosi, e gli studenti non li prendono in giro e non li disprezzano come capita spesso da noi, anche se nonostante questo gli studenti calcolano di meno i prof. E per di piu' essendo meno seri hanno un non so che di piu' umano di molti prof italiani, anche se il rapporto che hanno con gli studenti e' diverso. In Italia dipende da scuola a scuola e da prof a prof, quindi non me la sento di dire se il rapporto con i prof sia piu' aperto qua o da noi. A proposito della scuola, per quanto comunque le cose rimangono sempre un po' troppo facili e le regole sono sempre un po' strane per me, la mia opinione e' molto migliorata!!
Ma atteniamoci al titolo: per quanto non si deve generalizzare mai troppo sia nel bene che nel male e per quanto non bisogno dimenticarsi che anche qua ci sono degli aspetti della gente in generale che possono essere o sembrare negativi, vediamo insieme un po' di cose belle dell'America e degli americani, che possono comunque essere molto diversi dagli europei in generale.
I commessi nei negozi in America sono sempre disponibili e fanno tutti bene il loro lavoro. Ovunque sono tutti simpatici e fanno di tutto per aiutarti, e spesso e volentieri sono ragazzi molto giovani quelli che lavorano. Qua non capita di beccarsi qualche occhiataccia da commesse che non hanno voglia di lavorare o mettere a posto, e sinceramente ci si sente molto piu' a proprio agio a chiedere e farsi aiutare.
Quando si esce per fare un giro in bici, una passeggiata col cane o una corsa, ogni persona che incroci ti rivolge un sorriso o fa un gesto per saluatarti. Insomma, la cortesia prima di tutto!
Gli americani sono decisamente piu' educati e civili degli italiani. Trovare robaccia per terra, cacche di cane in mezzo al marciapiedi o scritte sui muri e' praticamente impossibile. Poi la gente e' quasi sempre cordiale ed e' difficile beccarsi una rispostaccia gratuita. A scuola i ragazzi sono da un lato piu' maturi e non fanno mai casino in classe, dall'altra pero' devo essere sincera nel dire che preferisco le classi casiniste italiane perche' ci si diverte di piu' ed in fondo non e' poi cosi' male. Sara' che sono abituata a tutto altro, ma qua saranno anche educati, ma dopo un po' mi sembrano morti e noiosi. Poi in realta' per certi versi il concetto di educazione e' un po' diverso anche a scuola, perche' nessuno qua si sogna di alzarsi quando entra un prof ma nemmeno di salutarlo. Ed anzi appena suona la campanella tutti si alzano e se ne vanno ad una velocita' impressionante senza salutarsi tra di loro ne' salutando minimamente il prof, e la classe rimane vuota dopo qualcosa come 5-10 secondi dal suono della campanella.
Pochissimi americani fumano. Ed e' una cosa che ho notato pure a New York, dove una cicca per strada non la si trovava neanche a pagarla oro. Molto meglio sicuramente, visto anche che trovare un ragazzo che fuma e' come cercare un ago in un pagliaio, altro che quella simpatica nuvoletta di fumo che a scuola mia fino all'anno scorso saliva fino alla nostra finestra dal giardino ad ogni ricreazione. Questo non vuol dire certo che non ci siano problemi droga in America ma almeno per quanto riguarda la nicotina, sembra proprio che i livelli siano molto piu' bassi dei nostri.
Gli americani sanno bene come divertirsi, ed io me ne sono accorta bene quando siamo andati in campeggio ed abbiamo fatto 4 wheeling nel fango.
(ma per alcuni di voi questa e' anche un'altra storia...)
Gimme five! Qua ci si da spesso il cinque quando ci si incrocia per i corridoi o anche quando ci si mette d'accordo per qualcosa di bello o ci si complimenta. Stamattina per salutarmi il mio prof di psicologia mi ha battuto il cinque e io sono rimasta non poco stupita e per poco non ho reagito haha
Nel midwest e' tradizione mangiare pollo fritto al pranzo di matrimonio, e non c'e' cosa che potrebbe avere di piu' la mia approvazione.
La comodita' prima di tutto. Qua se vai in giro o a scuola in pigiama o vestito come per andare a correre nessuno ti guardera' mai male, non occore mai essere "fancy", l'importante e' stare comodi, e nessuno ti giudica se ti vesti sportivo e non ti interessa essere sempre all'ultima moda, che a pensarci bene e' una cosa molto stupida su cui perdersi e stressarsi, e che noi in Itlalia facciamo. Gli europei, lo dicono pure gli americani, si vestono sempre "fancy". Quello che noi in realta' chiamiamo vestirsi bene, perche' noi nella nostra cultura abbiamo sia il vestirsi bene che il vestirsi male, e per quanto mi piaccia piu' il modo di vestirsi europeo a volte mi sembra proprio che esageriamo anche fino ai limiti del disagio. D'altro canto pero' qua basta mettere una maglia con una pistola o il logo di una birra per essere visti male, ed anzi a scuola sarebbe pure vietato in un certo modo.
Le scuole sono proprio come quelle dei film. A me ad essere sincera me ne e' sempre fregato poco niente dei film ambientati nelle scuole americane, ma ad esserci dentro posso assicurarvi che e' tutto vero e che sinceramente e' molto bello avere tutti questi club, i counselors, le partite dove la banda suona e le cheerleader ballano.
Qua durante le lezioni fanno tantissimi esempi pratici ed esperimenti concreti e ti mostrano una sacco di video interessanti per farti capire meglio, si fanno attivita' in gruppo e ci sono test ogni 10 giorni massimo che vengono corretti nel giro di qualche oretta. E la tecnologia viene usata nel modo giusto sia per approfondire che per correggere le verifiche e a scuola c'e' un numero enorme di computer fissi, notebook e tablet a disposizione degli studenti. Noi in Italia abbiamo a malapena la carta igienica e qua hanno tutto e di piu' per la scuola e per alcune materie come fisica gli esperimenti pratici sono utilissimi. I libri poi sono sempre in prestito e sono nuovissimi e se non sono nuovi sono almeno in buono stato.
Nonostante tutto pero' alcune cose sono forse un po' superflue anche se non inutili e si adattano ai ritmi rilassatissimi della scuola americana. Certo e' tutto molto piu' facile e meno stressante e si imparano un sacco di cose lo stesso, ma non bisogna dimenticarsi che alla fine lo sanno pure gli americani stessi che il risultato e' una scarsa (a volte scarsissima) cultura generale e tante, tante lacune.
Beh che dire, per ora non mi viene in mente altro e visto che e' una bella giornata mi sa proprio che usciro'.
Ricordatevi di guardare il blog della Giuly ogni tanto, lo trovate sulla destra fra i blog di altri exchange all'estero :)
See you guys!
Io ieri ed i giorni scorsi mi sentivo abbastanza uno schifo e mi sembrava di avere il mondo contro, ma oggi sono di ottimo umore e non credo di avere un motivo particolare, ma ci si sente molto meglio ad essere positivi. E poi la giornata inizia sempre bene se ti svegli presto per scriverti con qualche compagna di classe italiana, per non parlare di quando ti mandano pure una foto o ti riempiono di domande :)
Oggi era l'ultimo giorno della homecoming week!! Ma cos'e' la homecoming week? E' una settimana, una delle prime dell'anno scolastico, durante la quale i corridoi della scuola sono pieni di decorazioni ed ogni giorno ci si puo' vestire in modo diverso. Lunedi' era il fake injury day per esempio, e martedi' i seniors si dovevano vestire da vecchi (mi vergogno anche solo delle foto haha) ed i freshman andavano in giro addirittura con pigiamone e orsacchiotto, anche se i meglio erano quelli con il pannolone!! E stasera si va a vedere la partita di football e domani homecoming ball!
E stamattina le lezioni sono durate 27 minuti ciascuna cosi per le 10:15 eravamo tutti in una delle 3 palestre, la piu' grande e bella, dove la banda suonava e poi sia le cheerleaders che un gruppo di seniors hanno ballato, dopo aver vinto la gara di tiro alla fune contro alcuni prof. Questi ultimi secondo me si sono meritati tutti gli applausi che hanno ricevuto per il ballo che hanno fatto. Perche' si', qua i prof sono piu' giovani e meno seri e noiosi, e gli studenti non li prendono in giro e non li disprezzano come capita spesso da noi, anche se nonostante questo gli studenti calcolano di meno i prof. E per di piu' essendo meno seri hanno un non so che di piu' umano di molti prof italiani, anche se il rapporto che hanno con gli studenti e' diverso. In Italia dipende da scuola a scuola e da prof a prof, quindi non me la sento di dire se il rapporto con i prof sia piu' aperto qua o da noi. A proposito della scuola, per quanto comunque le cose rimangono sempre un po' troppo facili e le regole sono sempre un po' strane per me, la mia opinione e' molto migliorata!!
Ma atteniamoci al titolo: per quanto non si deve generalizzare mai troppo sia nel bene che nel male e per quanto non bisogno dimenticarsi che anche qua ci sono degli aspetti della gente in generale che possono essere o sembrare negativi, vediamo insieme un po' di cose belle dell'America e degli americani, che possono comunque essere molto diversi dagli europei in generale.
I commessi nei negozi in America sono sempre disponibili e fanno tutti bene il loro lavoro. Ovunque sono tutti simpatici e fanno di tutto per aiutarti, e spesso e volentieri sono ragazzi molto giovani quelli che lavorano. Qua non capita di beccarsi qualche occhiataccia da commesse che non hanno voglia di lavorare o mettere a posto, e sinceramente ci si sente molto piu' a proprio agio a chiedere e farsi aiutare.
Quando si esce per fare un giro in bici, una passeggiata col cane o una corsa, ogni persona che incroci ti rivolge un sorriso o fa un gesto per saluatarti. Insomma, la cortesia prima di tutto!
Gli americani sono decisamente piu' educati e civili degli italiani. Trovare robaccia per terra, cacche di cane in mezzo al marciapiedi o scritte sui muri e' praticamente impossibile. Poi la gente e' quasi sempre cordiale ed e' difficile beccarsi una rispostaccia gratuita. A scuola i ragazzi sono da un lato piu' maturi e non fanno mai casino in classe, dall'altra pero' devo essere sincera nel dire che preferisco le classi casiniste italiane perche' ci si diverte di piu' ed in fondo non e' poi cosi' male. Sara' che sono abituata a tutto altro, ma qua saranno anche educati, ma dopo un po' mi sembrano morti e noiosi. Poi in realta' per certi versi il concetto di educazione e' un po' diverso anche a scuola, perche' nessuno qua si sogna di alzarsi quando entra un prof ma nemmeno di salutarlo. Ed anzi appena suona la campanella tutti si alzano e se ne vanno ad una velocita' impressionante senza salutarsi tra di loro ne' salutando minimamente il prof, e la classe rimane vuota dopo qualcosa come 5-10 secondi dal suono della campanella.
Pochissimi americani fumano. Ed e' una cosa che ho notato pure a New York, dove una cicca per strada non la si trovava neanche a pagarla oro. Molto meglio sicuramente, visto anche che trovare un ragazzo che fuma e' come cercare un ago in un pagliaio, altro che quella simpatica nuvoletta di fumo che a scuola mia fino all'anno scorso saliva fino alla nostra finestra dal giardino ad ogni ricreazione. Questo non vuol dire certo che non ci siano problemi droga in America ma almeno per quanto riguarda la nicotina, sembra proprio che i livelli siano molto piu' bassi dei nostri.
Gli americani sanno bene come divertirsi, ed io me ne sono accorta bene quando siamo andati in campeggio ed abbiamo fatto 4 wheeling nel fango.
(ma per alcuni di voi questa e' anche un'altra storia...)
Gimme five! Qua ci si da spesso il cinque quando ci si incrocia per i corridoi o anche quando ci si mette d'accordo per qualcosa di bello o ci si complimenta. Stamattina per salutarmi il mio prof di psicologia mi ha battuto il cinque e io sono rimasta non poco stupita e per poco non ho reagito haha
Nel midwest e' tradizione mangiare pollo fritto al pranzo di matrimonio, e non c'e' cosa che potrebbe avere di piu' la mia approvazione.
La comodita' prima di tutto. Qua se vai in giro o a scuola in pigiama o vestito come per andare a correre nessuno ti guardera' mai male, non occore mai essere "fancy", l'importante e' stare comodi, e nessuno ti giudica se ti vesti sportivo e non ti interessa essere sempre all'ultima moda, che a pensarci bene e' una cosa molto stupida su cui perdersi e stressarsi, e che noi in Itlalia facciamo. Gli europei, lo dicono pure gli americani, si vestono sempre "fancy". Quello che noi in realta' chiamiamo vestirsi bene, perche' noi nella nostra cultura abbiamo sia il vestirsi bene che il vestirsi male, e per quanto mi piaccia piu' il modo di vestirsi europeo a volte mi sembra proprio che esageriamo anche fino ai limiti del disagio. D'altro canto pero' qua basta mettere una maglia con una pistola o il logo di una birra per essere visti male, ed anzi a scuola sarebbe pure vietato in un certo modo.
Le scuole sono proprio come quelle dei film. A me ad essere sincera me ne e' sempre fregato poco niente dei film ambientati nelle scuole americane, ma ad esserci dentro posso assicurarvi che e' tutto vero e che sinceramente e' molto bello avere tutti questi club, i counselors, le partite dove la banda suona e le cheerleader ballano.
Qua durante le lezioni fanno tantissimi esempi pratici ed esperimenti concreti e ti mostrano una sacco di video interessanti per farti capire meglio, si fanno attivita' in gruppo e ci sono test ogni 10 giorni massimo che vengono corretti nel giro di qualche oretta. E la tecnologia viene usata nel modo giusto sia per approfondire che per correggere le verifiche e a scuola c'e' un numero enorme di computer fissi, notebook e tablet a disposizione degli studenti. Noi in Italia abbiamo a malapena la carta igienica e qua hanno tutto e di piu' per la scuola e per alcune materie come fisica gli esperimenti pratici sono utilissimi. I libri poi sono sempre in prestito e sono nuovissimi e se non sono nuovi sono almeno in buono stato.
Nonostante tutto pero' alcune cose sono forse un po' superflue anche se non inutili e si adattano ai ritmi rilassatissimi della scuola americana. Certo e' tutto molto piu' facile e meno stressante e si imparano un sacco di cose lo stesso, ma non bisogna dimenticarsi che alla fine lo sanno pure gli americani stessi che il risultato e' una scarsa (a volte scarsissima) cultura generale e tante, tante lacune.
Beh che dire, per ora non mi viene in mente altro e visto che e' una bella giornata mi sa proprio che usciro'.
Ricordatevi di guardare il blog della Giuly ogni tanto, lo trovate sulla destra fra i blog di altri exchange all'estero :)
See you guys!
giovedì 26 settembre 2013
Never give up
'mo ce l'avevano detto che era difficile.
Ma noi siamo partiti lo stesso. Dopo 42 giorni da exchange student posso garantire che quando vi dicono "pensateci bene prima di partire, perche' e' dura" non scherzano mica. Non che non lo sapessimo, ma nessuno immagina davvero com'e' finche' non ci arriva. Prima di partire ho sentito sempre tanto parlare dello "shock culturale". Uno e' portato a pensare che non sara' tutta sta gran cosa e che in fondo non deve essere cosi' terribile. Ma bene o male ci passano tutti e sicuramente non lo hanno chiamato "shock" per puro caso.
Prima della partenza mi hanno dato questa specie di manuale da portare negli states, dentro al quale si trova anche un grafico con una curva che rappresenta l'andamento dello shock culturale. Grafico ovviamente bellamente ignorato prima della partenza. Errore! E' maledettamente vero. Per spiegarvi meglio, secondo il grafico lo shock culturale funziona cosi': primo breve momento di entusiamo, dopodiche' la curva scende e c'e' il primo cultural shock, poi c'e' un adattamento superficiale seguito da una seconda caduta ("frustration") ed infine una grande salita. Non ne sono perfettamente certa ma io credo di essere nella zona di caduta fra l'adattamento superficiale e la frustrazione.
Insomma, per farla breve, l'inizio e' sempre tosto. E parlando e chattando qua e la' con exchange italiani e non in giro per gli states alla fine son sempre venute fuori le stesse identiche cose. Siamo tutti nella stessa fase o quasi ed abbiamo quasi tutti gli stessi problemi. Ed a me questo fa sentire meglio perche' mi fa capire che i miei problemi sono normali e non sono da sola.
E' difficile perche' qua in molte scuole gli exchange sono gli idoli delle folle le prime settimane, ma in molte altre invece, come nella mia, interessano a pochi. Poi molti studenti si conoscono fin dalle elementari e qua appena suana la campanella (che nel mio caso e' un brutto allarme ma almeno non ti trapana i timpani) tutti scappano via alla velocita' della luce senza nemmeno salutarsi tra di loro o salutare il prof. Riuscire a farsi qualche amico e' difficile: un po' di gente con cui scambiare due parole ma nessuno con cui uscire al pomeriggio o nei weekend, e quasi sempre c'e' qualche piccolo (o grande) problema in famiglia. Prima stai benone con la famiglia nuova, poi ti trovi meglio a scuola che a casa.
Poi spesso ci si mette la nostalgia, ma a me per fortuna questo non capita. Ok, ho avuto i miei momenti in cui sognavo la mia citta' ad occhi aperti o pensavo a quanto sia infiniamente piu' facile la vita in Italia, ma mai a livelli tragici. Certo pero' adesso ho i miei bei dubbi esistenziali, che l'essere o non essere di Amleto e' una domanda banale al confronto (just kidding guys).
A barcamenarsi fra domande come "devo fare grandi cambiamenti e fare come mi dicono oppure cambiare le cose ma rimanere sempre sulla mia strada?" e dubbi spiacevoli come "cosa pensa la mia famiglia di me? Come mi vedono gli altri? sto sbagliando tutto?", uno c'ha ben i suoi motivi per essere confuso e sembrare un po' giu'. Fra dubbi, convinzioni che cadono, sicurezze che crollano e tanti rapporti da costruire le classiche occhiaie del panda dovute a stress e poco sonno ritornano a farti compagnia dopo 3 mesi di vacanza.
Non saprei bene descrivere come ci si sente. Dopo tutti sti preamboli penserete che uno si deve sentire proprio giu'. Beh, non proprio. Io direi che piuttosto che uno si sente un po' come un guerriero, come uno che combatte, che lotta e non si arrende, e che per questo fa tanta fatica. Alla fine siamo tutti spinti dalla certezza che ne varra' la pena e non ci abbattiamo, anche se e' una strada in salita. Ma a me non sono mai piaciute le cose facili. E poi se uno vuole avere qualcosa di grande devo faticare tanto, no? E poi tutto questo me lo sono scelto io.
Nonostante tutto non voglio mollare, non voglio assolutamente andare a casa, voglio andare fino in fondo. Perche' e' vero quello che vi dicono: questa e' una sfida, qua si mette tutto in gioco ed in discussione e bisogna cercare di essere forti.
Spero che nessuno dopo aver letto questo post pensi che io stia male, perche' quello che sto passando e' perfettamente normale e si sa che prima o poi dopo la pioggia viene il sole E meno che meno voglio che si pensi che voglio tornare a casa. Come dicevano le mamme spartane (dolci loro):
"o con lo scudo o sopra di esso".
Ma noi siamo partiti lo stesso. Dopo 42 giorni da exchange student posso garantire che quando vi dicono "pensateci bene prima di partire, perche' e' dura" non scherzano mica. Non che non lo sapessimo, ma nessuno immagina davvero com'e' finche' non ci arriva. Prima di partire ho sentito sempre tanto parlare dello "shock culturale". Uno e' portato a pensare che non sara' tutta sta gran cosa e che in fondo non deve essere cosi' terribile. Ma bene o male ci passano tutti e sicuramente non lo hanno chiamato "shock" per puro caso.
Prima della partenza mi hanno dato questa specie di manuale da portare negli states, dentro al quale si trova anche un grafico con una curva che rappresenta l'andamento dello shock culturale. Grafico ovviamente bellamente ignorato prima della partenza. Errore! E' maledettamente vero. Per spiegarvi meglio, secondo il grafico lo shock culturale funziona cosi': primo breve momento di entusiamo, dopodiche' la curva scende e c'e' il primo cultural shock, poi c'e' un adattamento superficiale seguito da una seconda caduta ("frustration") ed infine una grande salita. Non ne sono perfettamente certa ma io credo di essere nella zona di caduta fra l'adattamento superficiale e la frustrazione.
Insomma, per farla breve, l'inizio e' sempre tosto. E parlando e chattando qua e la' con exchange italiani e non in giro per gli states alla fine son sempre venute fuori le stesse identiche cose. Siamo tutti nella stessa fase o quasi ed abbiamo quasi tutti gli stessi problemi. Ed a me questo fa sentire meglio perche' mi fa capire che i miei problemi sono normali e non sono da sola.
E' difficile perche' qua in molte scuole gli exchange sono gli idoli delle folle le prime settimane, ma in molte altre invece, come nella mia, interessano a pochi. Poi molti studenti si conoscono fin dalle elementari e qua appena suana la campanella (che nel mio caso e' un brutto allarme ma almeno non ti trapana i timpani) tutti scappano via alla velocita' della luce senza nemmeno salutarsi tra di loro o salutare il prof. Riuscire a farsi qualche amico e' difficile: un po' di gente con cui scambiare due parole ma nessuno con cui uscire al pomeriggio o nei weekend, e quasi sempre c'e' qualche piccolo (o grande) problema in famiglia. Prima stai benone con la famiglia nuova, poi ti trovi meglio a scuola che a casa.
Poi spesso ci si mette la nostalgia, ma a me per fortuna questo non capita. Ok, ho avuto i miei momenti in cui sognavo la mia citta' ad occhi aperti o pensavo a quanto sia infiniamente piu' facile la vita in Italia, ma mai a livelli tragici. Certo pero' adesso ho i miei bei dubbi esistenziali, che l'essere o non essere di Amleto e' una domanda banale al confronto (just kidding guys).
A barcamenarsi fra domande come "devo fare grandi cambiamenti e fare come mi dicono oppure cambiare le cose ma rimanere sempre sulla mia strada?" e dubbi spiacevoli come "cosa pensa la mia famiglia di me? Come mi vedono gli altri? sto sbagliando tutto?", uno c'ha ben i suoi motivi per essere confuso e sembrare un po' giu'. Fra dubbi, convinzioni che cadono, sicurezze che crollano e tanti rapporti da costruire le classiche occhiaie del panda dovute a stress e poco sonno ritornano a farti compagnia dopo 3 mesi di vacanza.
Non saprei bene descrivere come ci si sente. Dopo tutti sti preamboli penserete che uno si deve sentire proprio giu'. Beh, non proprio. Io direi che piuttosto che uno si sente un po' come un guerriero, come uno che combatte, che lotta e non si arrende, e che per questo fa tanta fatica. Alla fine siamo tutti spinti dalla certezza che ne varra' la pena e non ci abbattiamo, anche se e' una strada in salita. Ma a me non sono mai piaciute le cose facili. E poi se uno vuole avere qualcosa di grande devo faticare tanto, no? E poi tutto questo me lo sono scelto io.
Nonostante tutto non voglio mollare, non voglio assolutamente andare a casa, voglio andare fino in fondo. Perche' e' vero quello che vi dicono: questa e' una sfida, qua si mette tutto in gioco ed in discussione e bisogna cercare di essere forti.
Spero che nessuno dopo aver letto questo post pensi che io stia male, perche' quello che sto passando e' perfettamente normale e si sa che prima o poi dopo la pioggia viene il sole E meno che meno voglio che si pensi che voglio tornare a casa. Come dicevano le mamme spartane (dolci loro):
"o con lo scudo o sopra di esso".
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