Come promesso, ecco un post tutto dedicato alla mia meravigliosa destinazione!
Come avete già capito, dopo tanta indecisione, un anno fa sono giunta alla conclusione di andare negli States. Dopo aver naturalmente stressato fino alla morte le mie povere caprette. La mia indecisione era a livelli catastrofici: un giorno dicevo Irlanda, quello dopo dicevo Australia, quello dopo ancora Canada. E naturalmente ero partita con l'idea che "io negli States non ci vado neanche morta!". Ma, come dicono i Blues Brothers, "le vie del Signore sono infinite" hahaha
Ehm ehm. Comunque, dopo vari colloqui, test, scartoffie da compilare ed un disastroso seminario informativo in un posto che faceva così schifo da non poter essere neanche considerato una fattoria ma direttamente una stalla a cielo aperto, non mi è rimasto che aspettare come tutti di avere la famiglia. Ed ogni exchange che si rispetti sa bene che questa può essere una delle cose più stressanti, specie nel periodo primaverile, quando insieme allo sbocciare dei fiori e delle allergie iniziano anche a piovere famiglie. Io per mia fortuna (???) ero troppo impegnata a ridurmi in uno stato pietoso studiando fino a mezzanotte ed ammazzandomi sui libri ogni santo giorno per poter pensare anche a questo, quindi la mia attesa è stata sicuramente meno stressante. Finché un bel giorno, durante un progetto di fisica pomeridiano, mentre spolveravamo vecchi cimeli e stramberie varie, mi è arrivata su facebook la richiesta di amicizia di una donna americana del Wisconsin. Penso sia inutile dirvi che mi è venuto un colpo! Mi si è accesa la lampadina e mi sono ricordata che ci avevano avvisati che la famiglia ospitante a volte contatta i figli ancora prima che sia dato l'ok definitivo. Quindi in preda all'agitazione più totale sono uscita ed ho chiamato la mia coordinatrice, che mi ha detto che se la famiglia era effettivamente quella avrei ricevuto una chiamata la settimana dopo. E qua sì che è iniziata una settimana stressante!! E se lo ricorda bene la povera Valeria, che ogni giorno doveva leggere i miei messaggi in cui dicevo "non mi chiameranno mai" e cercare invano di tranquillizzarmi.
Così la settimana dopo, alle due e qualcosa del pomeriggio, mentre andavo verso scuola sempre per lo stesso progetto di fisica, triste perché ero ormai convinta che quella settimana non mi avrebbero chiamata, mi sento squillare il cellulare. La cosa è stata ancora più divertente perché ero convinta che fosse stata qualche mia amica che faceva il progetto di fisica con me! Ed invece era la mia referente della Wep, che mi ha annunciato che sì, ho finalmente la famiglia! E mentre mi parlava sono arrivata a scuola, dove ho incrociata Giada, una ragazza dell'ultimo anno, ex weppina che è stata in Oregon. Appena la ho vista le ho detto che avevo la famiglia e ci siamo abbracciate, con la mia referente che rideva dall'altro capo del telefono. Appena finita la chiamata sono corsa dentro a scuola come un razzo per dirlo a tutti quelli che conoscevo che erano là, studenti e professori, che poverini si sono trovati sulla mia strada quel pomeriggio, ero così contenta che avrei potuto abbracciare un grizzly! Me lo ricorderò bene quel giorno, anche perché non credo di aver mai sentito il mio cuore andare così veloce, è stato incredibile!
Quindi: la mia bellissima famiglia americana è composta da mamma Betse, figlia Lizzey e tre cani. Lizzey ha la mia stessa età ed andremo a scuola insieme, nella West De Pere High School. Questo paesino di cui non ho ancora capito come si pronuncia il nome ha qualcosa come 24.000 abitanti e si trova vicino alla città di Green Bay, che si trova sul lago Michigan. Ed ho pure scoperto che in questa zona ci vanno un sacco di exchange students da tutto il mondo!
Ovviamente ho subito accettato l'amicizia della madre e per il primo mese ci siamo sentite quasi ogni giorno su facebook. Ora ci sentiamo un po' di meno anche perché stanno ospitando per un mese una ragazza spagnola. Betse da quel poco che la conosco posso già dire che è fantastica! Sono sicura che sarà un'ottima host mother! La figlia invece non la ho mai sentita e Betse mi ha detto che è anche un po' nervosa e preoccupata di non andare d'accordo.Chi vivrà vedrà!
All'inizio la mia data di partenza era il 23 agosto. Mi è venuto un colpo a pensare di dover rimanere qui tutta l'estate, così me la sono fatta anticipare al 13 agosto che, udite udite, è pure la data di partenza di Valeria! E questo vuol dire che, essendo entrambe con la Wep (Giuly è con EF), faremo insieme il ministay di 3 giorni a New York. E quindi con oggi mancano esattamente 30 giorni alla nostra partenza!
E inizio anche io a non vedere l'ora di partire! Adesso che sto iniziando a salutare un po' di persone mi sento sempre più pronta, perché non potrei pensare di partire di qui senza aver salutato tutti quelli che voglio salutare. In effetti nemmeno a me piacciono gli addii, anche se questo in realtà è solo un arrivederci, ed ogni saluto è un po' un cazzotto nello stomaco E sto cercando di organizzare un pranzo/cena con i miei compagni di classe per il 12 agosto. Spero proprio di riuscirci!
Anche se probabilmente non leggeranno questo blog, vorrei ringraziare Valeria e Giada, le due ragazze di scuola mia, entrambe ex-exchange students, che mi hanno aiutata. Valeria per avermi dedicato il suo tempo per parlarne, aiutandomi tanto nella mia decisione e facendomi capire a cosa andavo incontro, e Giada per avermi supportata ma anche sopportata in quest'ultimo periodo di agitazione pre-famiglia. Grazie ragazze :)
Per chiudere il post allego due foto scattate l'altro giorno a Milano, dove io e Valeria siamo dovute andare al consolato americano per il visto: in una ci siamo tutte e tre davanti al duomo, e nell'altra ci siamo io (a sinistra) e Valeria, che per la seconda volta siamo andate a fare una foto insieme da Abercrombie (sì, stiamo tentando di fare una collezione di foto lì hahaha).